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CGCReviews: Die by the Blade

Buone le premesse... ma male la realizzazione finale.

Die by the Blade

Die by the Blade, il picchiaduro basato sulle armi 1v1 sviluppato da Grindstone e pubblicato in collaborazione di Triple Hill Interactive e Toko Midori Games, è ora disponibile su PC (Steam / EGS).

Fin dalle presentazioni iniziali di Die by the Blade, questo sembrava essere un titolo davvero unico nel genere dei picchiaduro: combattimenti basati sulle armi PvP uno contro uno con una meccanica di uccisione in un colpo solo. Tutti vedevano nel lavoro di Grindstone un successore spirituale dell’ormai lontano e dimenticato titolo PS1 Bushido Blade. Sfortunatamente, ciò che Die by the Blade invece è in grado di offrire è un’esperienza blanda e con davvero una quantità di contenuti irrisoria.

Partiamo subito con il pretesto che non esiste una storia di sottofondo per dare un po’ di contesto, come accade invece in qualsiasi altro titolo del genere al giorno d’oggi. A dire il vero, qualcosa c’è, ma è talmente di poco conto e dimenticabile, che possiamo tranquillamente dire che non ci sia. Die by the Blade ha solamente sette personaggi disponibili, di cui cinque richiedono davvero troppo tempo per essere sbloccati, e nessuno di loro offre descrizioni valide al punto da volerle cercare per saperne qualcosa in più.

CGCReviews: Die by the Blade 1

Principalmente, una volta selezionato uno tra i pochi personaggi disponibili che vogliamo utilizzare, entreremo in una delle altrettante poche arene presenti in gioco, per poi cercare disperatamente di eseguire un oneshot sull’avversario di turno. I combattimenti si basano sulla posizione, con alta, media e bassa, che dovremo decidere di utilizzare nel momento giusto per parare i colpi in arrivo dall’altro giocatore (che sia IA o reale). Fallire nel posizionarsi correttamente vuol dire ricevere il colpo.

Parlando delle sfide contro l’IA, queste sono dannatamente troppo semplici e senza un minimo senso di sfida. Basta infatti indietreggiare fino a quando non attaccano e poi colpirli subito dopo. Capita che delle volte riescano a bloccare un nostro attacco, mentre altre volte capita anche di sbagliare e morire noi. I comandi sono davvero tanto… troppo complicati. È un continuo dover premere pulsanti per cambiare posizione, spostarsi e attaccare, in un sistema di combattimento che dovrebbe risultare fluido e dinamico, ma che, ahimè, risulta invece estremamente goffo, macchinoso e frustrante, soprattutto se giocato contro altri giocatori reali.

Inoltre, le abilità e gli stili, in Die by the Blade, non dipendono dal personaggio scelto, ma dall’arma equipaggiata. Scelta sicuramente discutibile e strana. Questo significa che, se proprio volessimo, potremo continuare semplicemente con i due personaggi iniziali Ronin e Butterfly. Pur vero che ogni personaggio ha delle statistiche uniche, ma queste sono talmente tanto di poco conto, che possiamo trascurarle completamente. Le armi utilizzabili, invece, sono tutte varianti di spade utilizzate dai samurai, come Katana, Nodachi, Uchigatana, e così via. Come si sbloccano? Investendo tanto tempo vincendo le partite.

CGCReviews: Die by the Blade 2

Come già accennato, il contenuto offerto da Die by the Blade è finito qui. Troppi pochi personaggi, arene, armi, skin… Nulla è sufficiente per far pensare ad un giocatore di voler tornare. E, seppur il combattimento abbia qualcosa da offrire, è talmente ripetitivo e noioso che anche quella che dovrebbe essere la parte migliore del gioco viene annichilita da se stessa. Sbloccare modalità ed extra richiede inoltre enormi quantità di XP e denaro in-game, al punto che probabilmente si avrà abbandonato il gioco molto prima di aver raggiunto gli obiettivi richiesti. Forse, giocando con amici, potrebbe far indorare un po’ la pillola.

Anche graficamente ed artisticamente Die by the Blade è un po’ piatto. I personaggi sono molto semplici e dal design blando. Come accennato esistono cosmetici e ambienti extra, che seppur risultano nitidi e puliti alla vista, non sono di numero sufficiente per scacciare la noia. È davvero un peccato che tutto si riduca semplicemente ad un’esperienza completamente piatta e priva di valore per il giocatore che decide di supportare il gioco.

Per concludere, Die by the Blade è un titolo dalle idee geniali, che però crolla completamente nella realizzazione, offrendo un gameplay totalmente blando e dal contenuto irrisorio. Grindstone, seppur si possa notare l’impegno messo nello sviluppo, non è riuscita ad offrire l’esperienza voluta. Non importa se qualche volta un combattimento risulta emozionante, tutto ciò che lo contorna è troppo scarno e poco emozionante per pensare anche lontanamente di salvare il titolo.


4.5

Voto CGC

Recensione Die by the Blade

Die by the Blade è un titolo dalle idee geniali, che però crolla completamente nella realizzazione, offrendo un gameplay totalmente blando e dal contenuto irrisorio.

La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Davide Fanelli

Nato nel 1996 ho iniziato a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la mia passione per i videogiochi che permane ancora tutt'ora.

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