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CGCReviews: Giants Uprising

Un concept particolare, ma è valido?

Giants Uprising

Giants Uprising, il titolo di Varsav Game Studios, è ora disponibile su PC (Steam) come Accesso Anticipato ed introduce un concept particolare e unico.

Il concetto stesso di un titolo in cui giochi nei panni di un gigante che va in giro distruggendo insediamenti umani e decimando eserciti è abbastanza da catturare l’attenzione. Non ci sono molti giochi che hanno tentato qualcosa di simile, ma Giants Uprising si sta impegnando ugualmente. Il gioco è entrato in Early Access, portando con sé tonnellate di carneficine e insediamenti in rovina ed è destinato a trascorrere dai 6 ai 12 mesi di sviluppo prima della sua versione completa. Ma la domanda rimane la stessa: ne vale la pena Giants Uprising al momento?

La rivolta dei giganti inizia con un gigante in cattività. I giganti sono stati traditi e ridotti in schiavitù dall’umanità, e il personaggio principale è tenuto e costretto a combattere in battaglie gladiatorie contro altri giganti. Ma il loro piccolo amico umano non vuole più essere prigioniero ed escogita un brillante piano di fuga: andarsene. La missione di apertura del gioco ci fa letteralmente sfondare porte e uscire dalla prigione. Scapperemo facilmente, quindi non è chiaro cosa stia trattenendo questi giganti se la via di fuga è così semplice. Se gli umani a stento riescono ad avvicinarsi, è difficile immaginare uno scenario per il quale vengano catturati e resi prigionieri.

CGCReviews: Giants Uprising 1

Il gioco parte con un piede sbagliato, poiché inizia con una battaglia di gladiatori. Il combattimento contro altri giganti non è qualcosa che si vede molto e questa è una buona cosa, dato che è piuttosto legnoso e di bassa qualità tecnica. Il nostro gigante potrà prendere a pugni, bloccare, sbattere a terra con i pugni, calpestare il terreno, raccogliere e usare (o lanciare) armi e schivare. Combattere altri giganti sembra quasi un gioco a turni che ci vede per lo più aspettare che l’avversario colpisca, bloccandolo e spedendogli un bel destro sul naso.

I problemi in Giants Uprising si notano subito. Prima di tutto, a livello di prestazioni non ci siamo proprio, dato il livello grafico del titolo. Nonostante non sia nulla di che, in alcuni momenti si fa fatica a stare sopra ai 30fps. Inoltre, il gameplay è lento e macchinoso fuori ogni limite. Il gigante ha un misuratore di resistenza, che è stata una scelta completamente errata. Combattere qualsiasi cosa e persino passare dal punto A al punto B sembra un lavoro piuttosto che un tempo morto. Anche il design del gioco è piuttosto arcaico, con una qualità generale dei primi anni 2000.

CGCReviews: Giants Uprising 2

Ma c’è di peggio, purtroppo. Non ci sentiremo mai un vero gigante. Piuttosto che essere noi colossali, l’impressione è che siamo ad altezza normale e tutto sia in miniatura. Il gioco è suddiviso in livelli e seguiremo gli indicatori fino alla fine. I marker ci dicono di distruggere cose specifiche o uccidere un certo numero di nemici. Il gioco può essere avvincente a volte, poiché le forze umane sono enormi e farle a pezzi mentre si lanciano armi per demolire le catapulte è piuttosto divertente. Ma, a causa del terribile framerate, dei controlli scadenti e della grafica antiquata, è difficile rimanere veramente soddisfatti a pieno.

Il nostro gigante, oltretutto, subisce troppi danni e troppo velocemente. A causa di ciò, il gameplay sembra una folle corsa a rompere il più possibile semplicemente per rimanere in vita, poiché distruggere le cose ci guarisce. Ma i controlli sono così insensibili che a volte rimarremo a fissare il vuoto per un attimo prima di accorgerci che non ha recepito gli input dati. Se le prestazioni e i controlli del gioco saranno sufficientemente migliorati, potrebbe diventare un titolo valido, ma Giants Uprising semplicemente non ne vale la pena nel suo stato attuale (quasi da pre-alpha), poiché il gioco non sembra essere pronto per essere giocato in alcun modo.


5

Voto CGC

Recensione Giants Uprising

Nonostante Giants Uprising abbia un concept unico, non riesce a sfruttarlo minimamente a suo vantaggio, offrendo un’esperienza tecnico/visiva insufficiente e al momento non valida.

Davide Fanelli

Davide Fanelli nasce nel 1996 e inzia a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la sua passione per i videogiochi che dura ancora tutt'oggi.

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