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CGCReviews: Gungrave G.O.R.E

Azione in stile PS2.

Gungrave G.O.R.E

Gungrave G.O.R.E, sviluppato da Studio Iggymob e pubblicato da Prime Matter, è ora disponibile su PS5, PS4, Xbox Series, Xbox One e PC (Steam).

Prima di parlare a fondo di Gungrave G.O.R.E, devo riconoscere che fin ora non ero a conoscenza che questo titolo provenisse da un tempo così lontano. Ho scoperto di aver recuperato una piccola cultura, facente parte dell’era PS2, composta dalle bellezza di: due capitoli precedenti, due spin-off in VR del 2017/2018 e addirittura una serie animata di 26 episodi che raccolse un buon consenso dal pubblico.

Contrariamente a quello che si può pensare andando a giocare Gungrave G.O.R.E, questa serie può vantare una storia non tanto articolata, ma abbastanza densa e con risvolti interessanti da scoprire. Oggi, scoprire Gungrave G.O.R.E equivale a tutti gli effetti a fare un tuffo nel passato, lontano dal concetto di gaming più profondo e maturo odierno, per ritrovare quella sensazione di spensieratezza da “gioco divertente del weekend”. Ma sarebbe anche opportuno essere consapevoli che, a volte, un tuffo nel passato potrebbe essere traumatico se non si va ben preparati.

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Chi è Grave

Andando a giocare a Gungrave G.O.R.E, si possono chiaramente riconoscere molte sfumature stilistiche che hanno probabilmente incrociato il cammino con il nostro trascorso videoludico. Già a partire dal protagonista, Grave, un uomo di grande statura abile nel combattimento con le pistole e corpo a corpo, ci ricorda davvero da vicino i più a noi noti, Dante e Bayonetta, ma anche personaggi appartenenti ad altri media, come Hellsing. A differenza dei colleghi però, Grave è un personaggio taciturno, non incline a vantarsi di fronte agli avversari ne compiacersi dei propri successi. Viene guidato, quasi come fosse un automa, dall’assistente collegata via computer, Mika Asagi.

L’alone di mistero che lo circonda è un aspetto della sua caratterizzazione che lo rende di sicuro accattivante ed è ciò che suscita curiosità nel sapere di più sulle sue origini e, proprio a partire da questo, è possibile ricostruire una storia fatta di omicidi, tradimenti, ma anche di romanticismo. I personaggi si muovono all’interno di un contesto distopico futuristico, in cui una città pesantemente degradata, situata in un ipotetico sud-est asiatico, prende il nome di Scumland. Questa vede in lotta alcuni clan del crimine organizzato per la contesa di una droga parassitaria extraterrestre chiamata SEED, che ha la capacità di potenziare o addirittura trasformare le persone in mostri mutanti. Il compito del gruppo El-Alcangel, composto appunto da Grave e Mika insieme ad altri personaggi, sarà quello di combattere e ostacolare i malvagi piani di queste organizzazioni criminali, per prevenire la diffusione del SEED.

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Che gioco è Gungrave G.O.R.E?

Avendo appurato che dietro alle imponenti spalle di Grave ci sia una discreta storia da scoprire, siamo onesti: quando si tratta di giochi d’azione come Gungrave, non molti giocatori prestano veramente attenzione alla storia. A discapito di una trama potenzialmente approfondibile, Gungrave G.O.R.E continua sulla filosofia dell’era PS2, mantenendo la sua narrazione in maniera semplicistica. Quello che vuole farti arrivare dritto agli occhi è il gameplay, o forse meglio chiamarlo gunplay. Ora, Gungrave G.O.R.E si presenta come un third person shooter, combinato con elementi da hack and slash, ma forse quello che più lo avvicina concettualmente a un genere è il rail shooter alla Time Crisis.

Seppur condividendo con Devil May Cry o Bayonetta una giocabilità al servizio dello Stile, ovvero un punteggio accumulabile attraverso la spettacolarizzazione dell’azione di gioco, in Gungrave si da principalmente importanza ai nemici su schermo e… nient’altro. Il level design proietta il giocatore in un’azione forsennata, per cercare di eliminare in breve tempo quanti più nemici possibili, mettendo così al centro l’utilizzo delle armi da fuoco e destinando invece l’uso del corpo a corpo a un elemento secondario. Ovviamente, questo è contornato da attacchi secondari, mosse speciali ed esecuzioni, che se eseguite in breve tempo e senza subire troppe ferite, ci permetteranno di ricevere votazioni più alte alla fine del livello, ma ribadisco: l’importante è sparare.

Livelli che per lo più sono realizzati come lunghi corridoi che si interlacciano tra loro, stanze nelle quali si affrontano innumerevoli umani, esperimenti di varie sorte e veri e propri mostri. Questo, da una parte risulta diverso e, secondo alcune prospettive, magari anche piacevole. Essenzialmente, giocare a un hack-and-slash, nel senso più arcade del termine, risulta diverso dalla classica esperienza in cui si era costretti ad imparare diverse combinazioni di tasti per arrivare a padroneggiare uno stile soddisfacente. Qui effettivamente abbiamo un gioco convinto della sua basilarità, in cui si predilige una giocabilità talmente eradicata da tutto il resto (come l’esplorazione dei livelli, che qui risulta inutile e assente), che si finisce inesorabilmente nel percepire un senso di ripetitività già dopo pochissimo tempo di gioco.

Così, Gungrave G.O.R.E arriva sostanzialmente a spogliarsi di così tante tante componenti di gioco da rendersi, volutamente o non, un titolo che non può considerarsi rappresentativo dell’ambita Tripla A: mancano i contenuti di spessore, e soprattutto la qualità, che vedremo qui di seguito.

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Realizzazione Old Gen

Premetto di essere un estimatore delle grafiche e gli stili visivi retrò. I progressi che si sono fatti nella scena indie, ad esempio, lasciano senza parole per quanto riguarda la resa visiva espressa come cifra stilistica di uno studio. Gungrave G.O.R.E abbiamo visto come presenti una “natura” abbastanza scarna nella sua totalità e sicuramente l’aspetto tecnico ritengo sia il suo più debole. Qui il realismo grafico che vuole adottare il gioco manca di qualcosa. Anche tenendo conto che l’intento sia di approcciarsi a uno stile moderno, questo va in contrapposizione con una realizzazione piatta e poco ispirata.

L’omogeneità dei livelli non aiuta e passare da uno all’altro non fa percepire una reale sensazione procedurale. Sembra di trovarsi a sparare triturando nemici più o meno negli stessi luoghi. Le animazioni sono molto arretrate: l’impatto dei colpi sui nemici genera la comparsa di schizzi di sangue piacevoli per un amante del gore caciarone, ma questo è reso con davvero pochi frame, facendo emergere quindi una realizzazione un po’ superficiale che si ripercuote anche su altri effetti grafici. La mancanza di frame, che dovrebbe andare a comporre uno scenario visivo fluido e dinamico, invece pesa su movenze macchinose che non sembrano rendere giustizia a un personaggio forte e atletico come Grave, così in egual misura per i suoi nemici, che paiono ancora più anonimi di quel che possono sembrare.

Uno scarso impegno vale sottolinearlo anche per quanto riguarda le musiche: viene utilizzata sempre la stessa per quando si è in momenti di calma, e quella più rockeggiante, che richiama per l’ennesima volta Devil May Cry, per le situazioni più concitate. Anche in questo caso, manca un approfondimento musicale, obbligatorio per questo genere di giochi. La colonna sonora dovrebbe essere uno degli aspetti più integranti di un gioco come Gungrave G.O.R.E. Purtroppo, l’aspetto tecnico finisce col ridimensionare di molto un gioco che vuole fare del retrò-classico il suo punto di forza, finendo con lo svalutare di parecchio i restanti buoni intenti.

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Un B-Movie di nicchia

Ho scelto questo titolo per il paragrafo conclusivo per poter orientare il vostro grado di tollerabilità verso alcuni prodotti. Un prodotto di serie B non deve necessariamente essere evitato in quanto ritenuto non all’altezza della concorrenza. Semplicemente, va ridimensionato in relazione alle aspettative, ma soprattutto ai gusti. In termini di originalità, possiamo dire che Gungrave G.O.R.E sa prendersi il suo spazio. Riproporre un titolo che riporti della vecchia, sana e spensierata azione puramente arcade, può essere una mossa intelligente oggigiorno, specialmente in un panorama sempre più affollato da titoli con approcci decisamente più esigenti.

Purtroppo, l’esecuzione finale dei contenuti sprofonda un po’ su se stessa, scoraggiando qualunque giocatore a scavare in profondità per vederci del buono nostalgico.


6

Voto CGC

Recensione Gungrave G.O.R.E

Gungrave G.O.R.E risulta come un B-Movie di nicchia a tratti intrigante, in cui l’esecuzione finale sprofonda un po’ su se stessa e lasciando a se quel che di buono riesce ad offrire.

*Recensione eseguita tramite codice PC fornito dal Publisher

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Alessandro Da Campo

Recensore della CrazyGameCommunity.

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