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CGCReviews: Kao the Kangaroo

Kao fa il suo ritorno.

Kao the Kangaroo

Kao the Kangaroo è il nuovo capitolo della serie di Tate Multimedia, disponibile da oggi su PS5, PS4, Xbox Series, Xbox One, Switch e PC (Steam).

Dopo quasi 20 anni dall’uscita del suo predecessore, Kao fa il suo ritorno in grande stile in una nuova avventura alla ricerca della sorella e per scoprire il mistero di che fine abbia fatto suo padre, ormai scomparso da diverso tempo.

In realtà, per quanto riguarda la trama non c’è molto più della premessa, ma sappiamo bene quanto in un platform sia un elemento di sfondo per accompagnare le scorribande del protagonista di turno. Ci tengo però a precisare che i dialoghi non sono malvagi e assolutamente godibili, ma se preferite solo un gameplay puro ed immediato, c’è sempre la possibilità di saltare i filmati.

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Passando invece al suo fulcro, ovvero il gameplay, ci troviamo davanti sicuramente un’evoluzione di quello che abbiano visto l’ultima volta nel lontano 2005, ma questa volta con un focus particolare sui guantoni da box che indossa Kao.

Buona parte dell’avventura sarà basata proprio su questi ultimi e sui loro poteri particolari che ci permetteranno di superare diversi ostacoli e non solo. Kao the Kangaroo inizia con un breve livello tutorial per farci padroneggiare i comandi, che risultano comunque molto semplici alla mano. Ogni livello, come un buon titolo di questo genere che si rispetti, è ricco di vari collezionabili da raccogliere, alcune volte ben mimetizzati e/o nascosti.

Sarà infatti possibile raccogliere monete da usare successivamente nei negozi, vite, potenziamenti salute, bauli del tesoro, gemme, le lettere che compongono la parola KAO, delle pergamene che aggiungeranno informazioni nel codex e le rune, che non saranno affatto opzionali dato che saranno la nostra chiave di prosecuzione. Nei negozi, potremo spendere i nostri soldi accumulati per vite, potenziamenti salute e personalizzazione dell’estetica di Kao.

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Il mondo di gioco è suddiviso in quattro lobby, ognuna delle quali ha più o meno livelli da dover completare per affrontare il boss e procedere alla mappa successiva. Anche queste aree posseggono dei collezionabili e sarà necessario esplorarle da capo a fondo se vogliamo completare tutto al 100%. Per poter accedere ai diversi livelli in ogni area, sarà necessario collezionare le rune (come descritto prima) che ci daranno la possibilità di rimuovere delle barriere che bloccheranno il nostro cammino.

All’interno dei livelli avremo la strada principale e qualche via secondaria per la raccolta di collezionabili e, delle volte, ci condurranno ai pozzi, dei piccoli livelli secondari anch’essi adibiti solo alla raccolta di monete e gemme.

Per completare ogni livello, non solo dovremo saltellare qua e la, ma sarà necessario anche combattere contro vari nemici sul nostro percorso. La difficoltà dei combattimenti è davvero minima ed è davvero difficile riuscire a perdere tutta la salute con un minimo di attenzione. Attaccando, inoltre, caricheremo una barra del potere che ci permetterà, al suo culmine, di poter scatenare un potente attacco ad area. L’unico vero peccato è la pressoché totale assenza di livelli “alternativi”, o sarebbe meglio dire di mini-giochi presenti in ogni platform 3D da oltre venti anni.

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Un’altra peculiarità dei guantoni di Kao è quella di assorbire gli elementi Fuoco, Ghiaccio e Vento, ognuno dei quali sarà utilizzabile per un differente scopo. Passiamo infatti dal dover bruciare qualcosa per proseguire, al ghiacciare l’acqua o spostare oggetti col potere del vento. Avremo, però, anche un altro potere aggiuntivo “integrato” che ci farà attivare dei particolari cristalli che ci daranno accesso a piattaforme altrimenti invisibili.

Una nuova meccanica che fa la sua comparsa in Kao the Kangaroo è la corda. Potremo infatti tirare una cordicella mirando a dei cristalli specifici per poter muoverci tra un baratro e l’altro. Purtroppo, però, non sempre è un’azione precisa con Kao che spesso deciderà di bloccarsi a metà strada e girarsi nella direzione opposta facendoci precipitare miseramente.

Ed ora che si è cominciato a parlare dei problemi, voglio prima fare una piccola divergenza per parlarvi di questi ultimi. Kao the Kangaroo è un titolo a basso budget e lo si vede e si sente dall’inizio alla fine. Bug e glitch ci accompagneranno per tutta la durata del titolo, spesso semplicemente innocui o fastidiosi, ma altre volte potrebbero costringerci a dover riavviare il livello. Mi è capitato almeno quattro volte di rimaner bloccato in hitbox non precisissime e, parlando sempre di queste ultime, spesso è possibile raggiungere aree dei livelli prima del previsto saltellando attentamente sui geodata errati.

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Un altro difetto è sicuramente l’assenza di impostazioni del gioco basilari e fondamentali per il 2022, come l’inversione degli assi X e Y, o la poca trasparenza dell’acqua non mortale in cui ci troveremo collezionabili impossibili da vedere fino a quando non ci saremo letteralmente sopra. Ci sono, in rari casi, anche problemi con il conteggio dei collezionabili. Finire un livello con 13 su 12 gemme totali? Fatto. E quanto tempo perso per quella lettera A (delle lettere KAO) non segnata dal gioco ma già raccolta in precedenza (n.d.r. ho sbloccato l’obiettivo Steam di averle raccolte tutte, ma ancora assente dal menù del gioco).

Anche animazioni ed effetti sono poco curati delle volte e sarebbe bastato veramente poco per renderlo migliore anche visivamente. Nulla dei problemi che affliggono il gioco sono tali da rovinare totalmente l’esperienza, ma sono comunque dei difetti su cui non si può sempre chiudere un occhio e possono arrivare ad infastidire facilmente chi ha meno pazienza.

In conclusione, Kao the Kangaroo è un ottimo titolo e, soprattutto, un graditissimo ritorno. Bisogna sorvolare un po’ sui problemi per goderselo al meglio, sfortunatamente, ma data la sua durata di circa 13 ore con completamento al 100% la rende nel complessivo un’esperienza veloce e piacevole.


7.5

Voto CGC

Recensione Kao the Kangaroo

Kao the Kangaroo è un gradito ottimo ritorno della serie di Tate Multimedia ed offre un’esperienza divertente che, però, pecca di alcuni difetti per tutta la sua durata.

*Recensione eseguita tramite chiave PC fornita dallo sviluppatore

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Davide Fanelli

Nato nel 1996 ho iniziato a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la mia passione per i videogiochi che permane ancora tutt'ora.

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