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CGCReviews: Pokémon Scarlatto e Violetto

L'ultimo capitolo... ma non ci siamo.

Pokémon Scarlatto e Violetto

Pokémon Scarlatto e Violetto, sviluppato da Game Freak e pubblicato da Nintendo e The Pokémon Company, è ora disponibile su Switch.

Dopo l’esperimento delle Terre Selvagge di Pokémon Spada e Scudo, e la sua terribile implementazione con il multiplayer, e l’open-map di Leggende Pokémon: Arceus, questa volta ci troviamo tra le mani il primo vero titolo open-world della serie Pokémon. Seppure, proprio su questo aspetto, ci sia molto su cui discutere e le scelte di Game Freak sulla realizzazione del titolo.

La nona generazione introduce un centinaio di nuove creature al nostro elenco, portandole ormai oltre le 1000, su cui non ci spenderò molto tempo sopra. Il design e l’aspetto, si sa, sono molto dettati dal gusto personale, seppur questa generazione abbia alcune scelte, soprattutto con le evoluzioni di determinati Pokémon, di dubbio gusto e scarsa inventiva, che servono solo a fare numero e niente di più. Non ci saranno nemmeno menzioni alle differenze classiche tra le due versioni, che nel complessivo non variano l’esperienza di gioco.

CGCReviews: Pokémon Scarlatto e Violetto 1

In Pokémon Scarlatto e Violetto, saremo studenti di una rinomata accademia nella regione di Paldea. Come nuovi allievi di questa scuola, otterremo subito il nostro fedele primo compagno d’avventure, tramite una breve introduzione nella quale ci verranno presentati i personaggi principali che ci accompagneranno durante tutta l’esperienza, come il preside Clavel, la nostra amica Nemi, Pepe e Penny. Fin da subito, si sente una mancanza importante nella serie per i nostri anni, il doppiaggio. Seppur esista un labiale durante i dialoghi, stonano sempre un po’ con il fatto che non esca nessun suono da quelle bocche.

Una volta arrivati all’interno dell’accademia e fatte le dovute presentazioni di rito, saremo indirizzati verso la “totale libertà” di questi titoli, attraverso tre strade da percorrere che ci porteranno a diventare campioni della lega, aiutare Pepe con le sue spezie mistiche e sconfiggere il Team Star, i cattivoni di questo capitolo che non sono altro che studenti che marinano la scuola, su cui scopriremo molto di più avanzando nella storia.

Fin dai primi passi a Paldea, però, si nota che qualcosa in questo mondo non funzioni correttamente (e non sto parlando delle atroci prestazioni del titolo). Non tanto per un livello tecnico ancora decisamente inferiore agli standard attuali, ma proprio per la totale vuotezza delle ambientazioni. Anche le città, se possiamo chiamarle così, presentano lo stesso medesimo problema, con interni dei negozi inesistenti e sostituiti da banalissimi menù, o la totale assenza di interni delle abitazioni, che caratterizzavano l’esplorazione dei precedenti giochi della serie.

CGCReviews: Pokémon Scarlatto e Violetto 2

Ogni città è unica nello suo stile, mostrando comunque una cura per quanto riguarda la differenziazione di queste, seppur non si possa dire lo stesso per gli spazi aperti, molto vuoti e simili tra loro con delle eccezioni. Ogni zona presenta una fauna diversa, seppur molte creature fanno la loro comparsa in più aree. Troveremo inoltre svariati oggetti perduti per terra che spaziano dai classici strumenti curativi, a Poké Ball di vario tipo, e così via. Se devo essere sincero, oltre che l’acquisto di queste ultime, con tutti gli strumenti trovati non ho mai dovuto acquistare nulla dai negozi sparsi nella mappa. Esplorando, troveremo anche i classici allenatori sparsi in ogni dove con l’ottenimento di una ricompensa dopo averne affrontati almeno un numero specifico in ognuna delle aree.

Parlando di open-world, abbiamo ovviamente la possibilità di viaggiare rapidamente tra le varie località visitate, principalmente i Centri Pokémon, ma anche alcuni punti particolari sulla mappa. Esplorando il mondo di gioco alla ricerca di nuove creature o per proseguire una delle tre trame disponibili, arriveremo a fare un giro completo di Paldea in poco più di 50 ore, dimostrando che tutto sommato la longevità rimane quella in tema con i precedenti titoli della serie di Nintendo.

Una delle nuove meccaniche introdotte in Pokémon Scarlatto e Violetto è quella della lotta autonoma, con la possibilità di lasciar il nostro Pokémon libero, il quale potrà raccogliere per noi oggetti o, come suggerisce il nome, combattere in modo automatico contro altri Pokémon per ottenere esperienza e materiali da crafting. Purtroppo, però, per quanto riguarda la creazione ci si riduce alla sola possibilità di creare MT che abbiamo già ottenuto almeno una volta o sbloccato attraverso determinati eventi. Avremo anche un po’ di personalizzazione del nostro protagonista, ma non potremo assolutamente rimuovere la nostra divisa scolastica.

Proprio per il cambio di formula, si può trovare anche un’altra importante mancanza di questi titoli. Gli oggetti in giro, tranne alcune particolari eccezioni, non saranno mai unici e davvero solo una manciata di NPC parleranno con noi (escludendo i negozianti che ripropongono sempre le stesse cose in tutta la regione). Questo rimuove totalmente il dover esplorare ogni angolo della mappa e parlare con tutti per ottenere oggetti chiave o strumenti particolari. Peccato.

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Passando al gameplay, la magia Pokémon con la sua ventennale formula riesce ancora a rimanere alta ed offrire quella stessa esperienza che lo ha reso un successo. La difficoltà non è male se scegliamo la giusta via, ma essendo un open-world, purtroppo, mal progettato, fa spuntare fuori un altro grossissimo problema. Pokémon Scarlatto e Violetto ha una mappa divisa in aree, ognuna delle quali offre sfide con allenatori o Pokémon selvatici di differente livello. Scegliendo un percorso che ci porta verso livelli più elevati, automaticamente rovinerà l’esperienza dell’altro percorso. Viceversa, se affronteremo prima il percorso di livello più basso, non saranno più poi così distanti da noi quelli dell’altra via. Non c’è un equilibrio in questo e qualsiasi nostra scelta rovinerà di conseguenza l’altra lasciata in disparte.

In un mondo libero da esplorare, come ci era stato promesso, era fondamentale l’introduzione di uno scaling dei livelli, sia per mantenere l’esperienza accesa in tutte le sue ore, sia per evitare il problema di cui sopra. Avendo a disposizione fin da subito il nostro leggendario di turno come cavalcatura, non avremo davvero limiti su dove potremo andare e nulla ci vieta di andare a catturare Pokémon forti in zone più avanzate che renderebbero tutto troppo più semplice. Game Freak non è riuscita a dare veramente quella promessa libertà al giocatore, che rimane in realtà come in passato ma in una mappa libera di essere attraversata in ogni dove.

Concludendo il discorso sul mondo di gioco, come citato sopra, quasi nessun NPC avrà qualcosa da dirci o da darci. Nessuna missione secondaria, nessun oggetto ricevuto in regalo. Solo alcuni scambi con l’IA o azioni speciali come conoscere il livello di affinità del nostro compagno e così via. Questo non aiuta sicuramente il mondo già vuoto di suo e limita non solo le possibilità offerte al giocatore, ma non fa altro che annoiare, rendendo l’arrivo in una nuova città un percorso diretto verso il capopalestra senza fermarsi altrove.

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Lato gameplay, invece, è pur sempre un gioco Pokémon. La nuova meccanica della teracristallizzazione aiuta a dar quel qualcosa in più con la possibilità di cambiare in tempo reale il nostro Pokémon con il suo Teratipo, dato quel tocco di strategia in più durante le battaglie. Questa meccanica frega un po’ all’inizio e mi è capitato di mettere in campo una creatura preparato per riceverne contro una con tipi specifici e venir fregato dal mio ragionamento.

Per quanto riguarda il cammino verso il diventare campioni della lega, non ci saranno novità nel game loop, che rimane l’ottenere le otto medaglie di turno per affrontare i super quattro e il campione. Invece, per gli altri due percorsi, avremo qualcosa di più particolare. Aiutare Pepe ci porterà ad affrontare dei Titani, creature molto più grandi e forti del normale in vere e proprie bossfight a più fasi. Affrontando il Team Star, invece, utilizzeremo inizialmente la nuova lotta autonoma per poi affrontare in uno scontro 1 contro 1 il capo di quel determinato campo, in uno scontro che mescola quello delle altre due vie.

Tutto questo, aiuta a spezzare la monotonia classica della serie, offrendo più varietà di gameplay durante le nostre scorribande per Paldea. Se a questo ci aggiungiamo la presenza dei Raid Teracristal sparsi per la mappa, avremo comunque molte cose diverse da fare oltre che esplorare. I raid sono una derivazione di quelli visti in Pokémon Spada e Scudo, nei quali affronteremo Pokémon con Teratipi diversi da quelli trovabili in natura in scontri 4vs1 in tempo reale. Sarà possibile affrontarli sia in solitaria che in compagnia di persone da tutto il mondo o amici.

Un’altra novità introdotta In Pokémon Scarlatto e Violetto è proprio la sua modalità multigiocatore. Sarà possibile creare lobby da 4 giocatori nei quali esplorare in compagnia di amici la regione, seppur si riduca nel semplice “ci vediamo in tempo reale”. Non c’è molto che si può fare di uno quando si è in multiplayer, ma è comunque un inizio di qualcosa che può essere evoluto e migliorato nei capitoli a venire.

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Per concludere, Pokémon Scarlatto e Violetto sono dei buoni titoli che, però, non riescono a tener testa ai progressi evolutivi della serie. Il livello tecnico è pessimo, la realizzazione finale pure. Troppi ambienti sterili e poco da vedere ed esplorare. Ma come detto più sopra, è pur sempre un gioco Pokémon e, grazie alla sua formula, riesce comunque ad offrire un’esperienza valida e divertente ma solo poco più che sufficiente.

Si tratta del vero primo titolo full 3D ed open-world del franchise e ci si può ancora permettere queste tipologie di errori e sbagli, seppur ci sia bisogno di rivedere un po’ le carte in tavola per un prossimo titolo ed evitare di stagnare, o addirittura peggiorare, qualcosa che potrebbe essere molto di più. Si vedono alcuni passi avanti, come nella qualità di modelli, texture delle creature (ora non più un colore unico) e alcune ambientali, ma siamo sempre tropo indietro rispetto ad altri titoli simili.


6.9

Voto CGC

Recensione Pokémon Scarlatto e Violetto

Pokémon Scarlatto e Violetto sono dei buoni titoli e restano divertenti ma che, purtroppo, non riescono a tener testa ai progressi evolutivi della serie, rimanendo solo poco più che sufficienti.

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Davide Fanelli

Nato nel 1996 ho iniziato a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la mia passione per i videogiochi che permane ancora tutt'ora.

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