You Know The Drill, il nuovo gioco di estrazione mineraria roguelike sviluppato da ludokai e pubblicato da Catoptric Games, sarà disponibile dal 4 Giugno su PC (Steam).
Esistono titoli come You Know the Drill che fanno esattamente l’opposto degli standard moderni: nessuna trama epica, nessun universo da salvare, niente grafica spettacolare. Qui si prende una trivella, si scava sottoterra e si raccolgono minerali. Fine. Eppure sarebbe sbagliato bollarlo immediatamente come qualcosa di banale solo per la semplicità del suo gameplay, perché il gioco riesce a trasformare questo concetto minimale in un’esperienza sorprendentemente coinvolgente, almeno per un certo numero di ore.
Il progetto di ludokai si inserisce in quel filone di produzioni ibride che mescolano elementi incrementali, idle game e roguelike leggero. Una categoria che negli ultimi anni ha trovato sempre più spazio, soprattutto nel mercato PC, grazie alla capacità di offrire loop di progressione estremamente immediati e gratificanti. You Know the Drill abbraccia interamente proprio questa filosofia e costruisce tutta la propria struttura di gioco attorno a una singola domanda: quanto in profondità riesci ad arrivare questa volta?
L’obiettivo di You Know the Drill è semplicemente scavare, raccogliere risorse e utilizzare quanto ottenuto per migliorare la propria trivella. Il gameplay è costruito in maniera estremamente semplice ma anche sorprendentemente efficace. Ogni partita inizia con una trivella piuttosto scarsa, limitata nelle capacità di danno, batteria e deposito. Da lì in avanti il giocatore inizia a scavare attraverso strati sempre più profondi del sottosuolo, rompendo minerali e raccogliendo risorse da reinvestire immediatamente nei potenziamenti della stessa.
La struttura è quella classica degli incremental game: si ottengono risorse per diventare più efficienti, si diventa più efficienti per ottenere ancora più risorse, e così via. Ancora e ancora. Il rischio in produzioni di questo tipo è sempre quello di cadere rapidamente nella monotonia, ma You Know the Drill riesce almeno inizialmente a mantenere una buona sensazione di crescita costante. Ogni upgrade funziona subito, ogni miglioramento della trivella modifica concretamente il ritmo della partita successiva.
Una delle cose più riuscite di You Know the Drill è proprio il modo in cui il trapano evolve nel corso delle run. All’inizio si ha quasi la sensazione di controllare un semplice attrezzo da lavoro banale, ma dopo qualche sessione, invece, la trivella inizia a trasformarsi in qualcosa di molto più fuori di testa ed efficiente nello scavare.
Anche il sistema di prestigio, classico del genere, contribuisce parecchio alla progressione generale. Ogni volta che si raggiungono determinati traguardi è possibile azzerare parte dei progressi ottenendo però bonus permanenti che rendono le run successive più rapide e produttive. È una struttura ormai molto conosciuta dagli appassionati del genere, e anche qui viene implementata con sufficiente equilibrio da evitare la sensazione di grind eccessivamente artificiale.
Dove You Know the Drill convince maggiormente è nel ritmo. Nonostante la ripetitività inevitabile del game loop, esiste sempre quella piccola spinta che porta il giocatore a dire “ancora una partita”. È un meccanismo semplice ma tremendamente efficace, soprattutto per chi apprezza questo tipo di esperienze costruite sulla progressione costante. D’altronde, chi non ha almeno 300 ore su Cookie Clicker? Ovviamente bisogna entrare nell’ottica giusta. You Know the Drill punta tutto quanto sull’immediatezza. È un gioco che funziona quasi come una forma di comfort gaming digitale. Non richiede concentrazione estrema, non punisce gli errori e non obbliga a memorizzare sistemi particolarmente complessi.
Anche il comparto visivo segue perfettamente questa struttura. L’estetica pixel art minimalista rappresenta probabilmente la scelta più sensata per un progetto di queste dimensioni. Gli ambienti sotterranei cambiano man mano che si scende più in profondità, introducendo nuove palette cromatiche e differenti tipi di minerali da estrarre. Non è un gioco che impressiona dal punto di vista tecnico, ma ha comunque una propria identità visiva coerente.
La leggibilità dell’azione è sempre ottima, e considerando la natura estremamente rapida di certe fasi avanzate si tratta di un aspetto non indifferente. Quando il numero di risorse raccolte aumenta e la velocità della trivella cresce sensibilmente, mantenere chiara la leggibilità dello schermo diventa essenziale. Anche il comparto sonoro svolge il proprio lavoro senza particolari problemi. Le musiche accompagnano l’esperienza in maniera rilassata, contribuendo a creare quell’atmosfera quasi da comfort che il gioco cerca continuamente di mantenere.
Dal punto di vista tecnico You Know the Drill è piuttosto solido. Anche considerando la natura indipendente e semplice della produzione, le prestazioni risultano leggere e stabili praticamente su qualsiasi tipo di configurazione. Del resto i requisiti richiesti sono estremamente contenuti, tanto che gli stessi sviluppatori scherzano apertamente sulle specifiche hardware consigliate.
I problemi emergono più che altro sul lungo periodo. Per quanto il loop di progressione sia costruito bene, la varietà resta inevitabilmente limitata. Dopo alcune ore si inizia a percepire una certa ripetizione e il rischio di esaurire rapidamente la motivazione per continuare aumenta esponenzialmente. Anche la mancanza di una maggiore varietà nelle situazioni di gioco finisce per pesare col tempo. Nuovi biomi, eventi casuali più elaborati o sistemi aggiuntivi avrebbero probabilmente aiutato a mantenere più fresca l’esperienza nelle fasi avanzate. Il gioco resta piacevole, certo, ma già dopo qualche ora comincia ad accusare il colpo.
Vero, You Know the Drill non vuole essere un enorme simulatore minerario ne un gestionale profondo. Vuole essere un piccolo gioco rilassante basato sul piacere della progressione costante. E sotto questo aspetto centra gran parte dei propri obiettivi. È il classico titolo da avviare per una partita veloce e salvo poi ritrovarsi ancora a scavare dopo ore. Non reinventa nulla, non rivoluziona il genere e probabilmente non resterà impresso nella memoria dei giocatori. Però riesce a essere onesto, divertente e sufficientemente coinvolgente da giustificare il tempo investito.
In conclusione, You Know the Drill è uno di quei piccoli indie che non fanno molto rumore, ma che riescono comunque a ritagliarsi uno spazio grazie alla semplicità e cura delle loro idee. E a volte basta davvero poco: una trivella, qualche minerale e quella costante voglia di scendere ancora un po’ più in profondità.
6.5
Voto CGC
Recensione You Know The Drill
You Know the Drill è uno di quei piccoli indie che non fanno molto rumore, ma che riescono comunque a ritagliarsi uno spazio grazie alla semplicità e cura delle loro idee.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.
Livello: Oro
Livello: Oro






