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CGCReviews: Cubic Odyssey

Odissea tra i cubi.

Cubic Odyssey

Cubic Odyssey, il nuovo titolo sandbox d’avventura nello spazio sviluppato da Atypical Games e pubblicato da Gaijin Network, sarà disponibile da oggi su PC (Steam). Sono previste anche le versioni PS5, Xbox Series e PC (EGS).

Cubic Odyssey è un sandbox con trama (stranamente) dove un mix di vari giochi si mescola per dar vita a qualcosa di incredibile ed estremamente divertente, tra viaggi intergalattici, migliaia di pianeti e un’oscura minaccia che incombe sull’universo. Il gioco vanta inoltre di una modalità multiplayer fino a 4 giocatori. Ma partiamo con ordine.

Dopo una breve introduzione alla storia, Cubic Odyssey ci dà due scelte: giocare la modalità storia, con missioni che ci daranno un’infarinatura del gioco grazie al tutorial, oppure scoprire tutto per conto nostro con la modalità infinita, una modalità completamente sandbox. Una volta scelto, si passa a una rapidissima creazione del personaggio con tanto di classi: il minatore, che avrà un bonus sulla raccolta di risorse; l’ingegnere, che avrà bonus sulla riparazione e creazione di oggetti; il pilota e il guardiano, entrambi con bonus dedicati alla loro classe. Una volta creato il personaggio, si parte… schiantandosi su un pianeta con la nostra nave.

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Chiariamo subito una cosa: le prime fasi di Cubic Odyssey sono interamente tutorial, con spiegazioni e introduzione al crafting per darti le basi. Infatti, consiglio fortemente la modalità storia per iniziare. Per fortuna, in tutto questo non siamo soli: il nostro fidato robottino ci spiegherà tutto quanto, guidandoci passo passo. Ma non solo. Potrà, a seconda di quanto lo potenziamo, scansionare i minerali e difenderci con un piccolo taser, ottimo per le prime fasi di gioco.

Primo fra tutti gli strumenti nel nostro arsenale, abbiamo l’escavatore, una trivella laser che scaverà minerali su minerali. Ci sono anche versioni più potenti di essa, ma per ora quella base è il massimo che ci si può permettere. Scavando minerali e seguendo la trama, costruiremo una piccola base sul pianeta di partenza grazie a un sistema di costruzione a blocchi, in classico stile Minecraft, con piccole migliorie come la possibilità di tenere premuto e trascinare per creare intere file o pareti in pochi secondi, a patto di avere materiali e cubi.

Detto questo, possiamo passare al crafting vero e proprio di Cubic Odyssey. Grazie al tavolo da lavoro possiamo creare altri banchi da lavoro e potenziarli in cambio di minerali, dandoci accesso a ricette più avanzate, tra le quali armi, potenziamenti per la nostra tuta spaziale ed estetiche per la casa. C’è da dire che ci sono molti banchi da lavoro: uno per i cubi, uno per le navi spaziali e uno per le armi. E non solo: ogni arma e armatura può essere modificata con moduli per aumentare la resistenza o la spinta del jetpack e, nel caso delle armi, i danni, il tutto legato a un banco da lavoro specifico, come già spiegato.

In Cubic Odyssey, morire è facile inizialmente: poco scudo, pochi HP, un colpo ed è finita. La morte porta a un respawn alla base e a una perdita di soldi e resistenza dell’equipaggiamento, che andrà riparato in maniera costosissima al banco da lavoro con materie prime. Oppure, se siete fortunati a trovare un avamposto, potete riparare per soldi, il che conviene molto di più. In sintesi, questo è il lato iniziale dove costruiamo una base, il banco da lavoro e iniziamo a fare incetta di materiali: ferro, rame, polonio, argento, ecc… I minerali sono parecchi, fidatevi, e più si andrà avanti, più il gioco richiederà quantità e qualità di minerali che a volte non si trovano sui pianeti visitati.

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Passando al nostro inventario, questo è semplice e diretto: abbiamo tuta, scanner, jetpack e lo zaino. Come detto prima, sono tutti migliorabili con versioni più forti aumentando la loro efficacia. Dopo di che, c’è una schermata che indica i nostri veicoli; Esatto, un veicolo da terra e uno spaziale, richiamabili in (quasi) ogni momento. Cubic Odyssey non ha meccaniche come fame, sete ecc…, ma in compenso ha l’energia. Ci toccherà tenere sempre una batteria nell’inventario, che si sostituirà con un’altra in automatico. Anche queste sono craftabili di varia potenza, da blu ad arancione, che aumenterà l’energia totale che, se esaurita, non ci permetterà di correre o usare il jetpack.

Passiamo all’esplorazione di Cubic Odyssey, che trovo un punto semplice e un po’ scarno, però non da buttare. Il mondo genera proceduralmente piccoli avamposti e strutture, sia ostili che non, dove possiamo trovare NPC con missioni molto banali e ripetute in una “pool” di 4: uccidi alieno, uccidi pirata, consegna minerali, abbatti nave nemica. Utili per fare soldi, utilizzabili negli avamposti alleati per acquistare veicoli, oggetti e così via. Idem le strutture: sono tutte uguali e con pochissime varianti, ma principalmente sono una scusa per accumulare materiali rari e sparare a qualche pirata spaziale.

In alcuni casi ci sono avamposti assediati dai pirati che, se liberati, diventeranno avamposti alleati con una speciale armeria per craftare e ricercare armi più avanzate. Parlando proprio di armi, il sistema di mira è impreciso e il mirino è un semplice zoom della visuale che non aumenta la precisione di fuoco, cosa che è sicuramente da rivedere vista la possibilità di mancare nemici anche a mezzo centimetro di distanza. La mappa di Cubic Odyssey è totalmente in 3D e ci farà vedere le strutture in scala 1:1, cosa estremamente utile durante l’esplorazione.

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Tra pirati spaziali e fauna ostile, ecco il grande male di Cubic Odyssey: la Corruzione Rossa. Seguendo la trama, entreremo in contatto con questo antico male, un’altra parte integrante dell’esplorazione, che ci farà sbloccare dei templi di luce che a loro volta ci daranno accesso a purificatori di corruzione e armi per distruggere la suddetta. I pianeti avranno un livello di infezione alto o basso che, con determinate azioni, sarà possibile purificare.

Passiamo quindi al viaggio planetario e al viaggio tra galassie. Grazie alla nostra navetta possiamo uscire dal pianeta per visitarne altri. La navetta ha un inventario ed è possibile teletrasportarsi dentro di essa in qualsiasi momento, sempre in cambio d’energia. Anche la nave usa una batteria che, se esaurita, non ci farà sparare o sprintare. Infatti, l’esaurimento della pila non ci impedirà di muoverci tra pianeti, cosa sicuramente semplificativa, ma estremamente positiva.

La nave di Cubic Odyssey si guida fluidamente con un bel sistema di shooting. Anche questa è potenziabile tramite vari upgrade. Ovviamente, sia la nave che le chest che si craftano condividono l’inventario con il crafting, cosa ottima per velocizzare e per non avere mille cose in inventario. Nello spazio ci sono piccoli eventi come navi da riparare per scambiarla con la nostra, ma anche pirati, asteroidi con materiali rari e relitti da esplorare.

Continuando a parlare della navetta, se avete voglia e fantasia, potete costruirla da zero grazie a un editor per avere la vostra nave dei sogni. È anche possibile salvare la base in un blueprint per poterla ricostruire anche su altri pianeti in spendendo i materiali richiesti, ovviamente.

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Ma più importante di tutto, c’è la stazione spaziale, ottima per trovare una nuova navetta da comprare o per vendere materie prime e fare soldi. Se la navetta si danneggia, andrà riparata, non rigenererà la vita in automatico, e la prima navetta è fragile tanto quanto il vetro incollato con la Vinavil. Inizialmente, spostarsi tra pianeti sarà noioso perché ogni spostamento è “fisico”; quindi, il viaggio tra le basi con i nostri materiali per craftare renderà tutto un po’ legnoso. Ma con il tempo ci sarà la possibilità di creare un portale per unire tutte le basi tra di loro per spostarci in tempo zero.

Cubic Odyssey gira perfettamente fluido in ogni momento e non ho rilevato bug di sorta. Le musiche sono ottime, in tono con il gioco, anche se non ci sono impostazioni di accessibilità; infatti, il ballonzolare della visuale potrebbe creare situazioni di motion sickness nei soggetti predisposti.

In sintesi, Cubic Odyssey è un titolo spaziale sandbox un po’ scarno di contenuto ma altresì davvero buono, grazie anche a un comparto multigiocatore che ne aumenta la longevità e il divertimento. La mappa non vanta grande varietà di esplorazione, sintetizzando il tutto come un giro di raccolta materiali. Però, tutto sommato, Cubic Odyssey è divertente e interessante, offrendo un’esperienza di viaggio tra pianeti, spazio e galassie (con circa 1000 pianeti disponibili).


7

Voto CGC

Recensione Cubic Odyssey

Cubic Odyssey è un titolo spaziale sandbox un po’ scarno di contenuto ma altresì davvero buono, grazie anche a un comparto multigiocatore che ne aumenta la longevità e il divertimento.

La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Alessandro Zingariello

Nato nel 1996, coltivo la mia passione fin dai 4 anni. Ho cominciato a giocare con mio padre a Space Invaders su PlayStation e lì è nato il mio amore per i videogiochi.

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