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CGCReviews – Gears of War: Reloaded

Una remaster piena di valore.

Gears of War: Reloaded

Gears of War: Reloaded, la rimasterizzazione del primo capitolo della serie pubblicata da Xbox Game Studios e sviluppata da The Coalition in collaborazione di Sumo Digital e Disbelief, sarà disponibile da oggi 26 Agosto su PS5, Xbox Series e PC (Steam / Microsoft Store). Sarà disponibile anche tramite Game Pass. Un ringraziamento va a Xbox per il codice fornito per questa recensione.

Ci sono alcuni videogiochi che hanno sicuramente riscritto la storia di un genere (e non solo qualche volta). Tra di questi, non possiamo ovviamente dimenticarci di Gears of War: rilasciato originariamente nel 2006 come esclusiva Xbox 360, è uno di quei titoli che hanno da subito catturato l’attenzione dei giocatori, con un gameplay innovativo, una storia ben scritta e armi iconiche che tutti conoscono (come il Lancer, il fucile d’assalto con la motosega integrata).

Nonostante il primo capitolo fu già rimasterizzato nel 2015 con Gears of War: Ultimate Edition per Xbox One e PC, Xbox Game Studios e The Coalition hanno voluto, per il quasi 20° anniversario del franchise di Gears, di riproporre il titolo nuovamente sotto il nome di Gears of War: Reloaded, non soltanto andando a migliorare risoluzione, framerate, supporto all’HDR, illuminazione, ombre e riflessi, ma anche portando la serie per la prima volta fuori dall’ecosistema Microsoft, approdando anche su PS5. Sembra quasi uno scambio di esclusive, dato che nella stessa data Helldivers II sarà lanciato su Xbox Series.

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Prima di cominciare a parlare delle novità tecniche, che saranno il fulcro principale di questa recensione, è giusto fare un’infarinata di storia e meccaniche di gioco. La storia di Gears of War: Reloaded si svolge su Sera, un pianeta immaginario che un tempo era prospero, ma che ora è devastato. Il conflitto tra le nazioni umane si è concluso con la Pendulum Wars, una guerra durata 79 anni per il controllo dell’Imulsion, un combustibile liquido molto prezioso. Gli abitanti di Sera, stanchi del conflitto, si preparavano a celebrare un’epoca di pace quando, un giorno, dal sottosuolo emersero creature senzienti, le Locuste, che attaccarono le città umane. Questo evento, noto come il “Giorno dell’Emersione”, segnò l’inizio di una nuova guerra.

In pronta risposta a questa nuova minaccia, l’umanità si unì sotto la Coalizione dei Governi Organizzati (COG) e adottò una strategia drastica: il “Falò”. Consisteva nell’incenerire ogni centro abitato per negare alle Locuste le risorse in superficie, costringendole a rimanere nel sottosuolo. Questo approccio, sebbene crudele, salvò una bella fetta dell’umanità, costretta però a ritirarsi in poche cittadelle fortificate qua e la.

Il protagonista di Gears of War: Reloaded, Marcus Fenix, è un ex eroe di guerra che ha trascorso quattro anni in prigione per aver disobbedito agli ordini nel tentativo di salvare suo padre. All’inizio del gioco, viene rilasciato dal suo amico e compagno d’armi, Dominic “Dom” Santiago (che fa sempre piacere rivedere), e reintegrato nelle forze armate per combattere le Locuste. Insieme a lui e al loro gruppo, la Squadra Delta, dovremo affrontare la missione di sganciare il Risonatore, un’arma micidiale in grado di mappare il sottosuolo e distruggere l’intera rete di tunnel delle Locuste, ponendo fine alla guerra una volta per tutte.

Quello che colpisce maggiormente della storia non è tanto la sua narrazione, dato che risulta diretta e semplice, ma più la sua atmosfera apocalittica e sempre oscura. La storia non è complessa, ma riesce comunque a donare una forte sensazione di disperazione, ma anche di urgenza. Siamo sempre in una corsa contro il tempo. Anche il mondo di gioco di Gears of War: Reloaded (ora più che bello che mai) aiuta molto, con le sue rovine e città distrutte dalla guerra, offrendo uno spiraglio di perdita e lotta per la sopravvivenza.

Anche i dialoghi non spiccano decisamente per qualità, ponendosi spesso sul sarcastico, ma aiutano decisamente a spezzare la tensione costante e creare un forte legame tra i personaggi principali della Squadra Delta che accompagnano Marcus per tutta l’avventura: Dom, Baird e Cole. Ma è proprio questo, insieme al gameplay (che vediamo a brevissimo) che ha fatto appassionare i giocatori alla serie: quel senso di cameratismo e fratellanza tra soldati che combattono fianco a fiano in una disperata guerra senza fine.

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Passando al gameplay di Gears of War: Reloaded ha rivoluzionato il genere degli sparatutto in terza persona, introducendo e perfezionando il sistema di copertura tattica. Il fulcro dell’azione non è lo scontro faccia a faccia, ma l’uso intelligente dell’ambiente per ripararsi dal fuoco nemico. Il giocatore può facilmente scattare da una copertura all’altra, nascondersi dietro barricate, muri e colonne, e sporgersi per sparare. Questa meccanica crea un ritmo di gioco unico, alternando momenti di tensione e pianificazione a rapidi scambi di fuoco. L’indicatore di danno a forma di ingranaggio al centro dello schermo, che diventa sempre più rosso e meno opaco man mano che subiamo danni, ci ricorda sempre di evitare di rimanere troppo esposti.

L’arsenale a disposizione è abbastanza vario e, soprattutto, iconico. L’arma principale, simbolo della serie, è il Lancer, un fucile d’assalto con una motosega integrata. La motosega non è solo un elemento scenico, ma una meccanica vera e propria che permette di sventrare le Locuste in corpo a corpo. Ogni uccisione con la motosega richiede di premere e tenere premuto il tasto del corpo a corpo e la sua esecuzione è accompagnata da un suono inconfondibile e un’animazione gore. Ma non esiste soltanto il Lancer, infatti abbiamo a disposizione pistole di vario tipo, fucili a pompa, fucili di precisione, archi, granate. Non sono tantissime, ma ognuna ha un ruolo preciso e niente è lasciato al caso.

Una meccanica distintiva di Gears of War: Reloaded è l'”Active Reload”. Dopo aver sparato tutti i colpi di un caricatore, dovremo ricaricare la nostra arma (o prima se lo facciamo manualmente). Apparirà una barra con una zona segnata al suo interno. Premendo il tasto di ricarica al momento giusto, potremo effettuare un ricarica “perfetta”. Questo non solo velocizza l’animazione di ricarica, ma potenzia anche temporaneamente i nostri colpi (che lampeggiano nel caricatore), aumentandone il danno. Se sbagliamo il tempismo? L’arma si incepperà per un breve periodo. Questa meccanica, semplice ma assolutamente geniale, ha lasciato talmente tanto il segno (insieme al sistema di copertura) che la possiamo vedere ancora oggi in moltissime produzioni.

Gears of War: Reloaded, come l’originale, include anche una modalità cooperativa a due giocatori che permette di affrontare l’intera campagna principale con un amico (Marcus e Dom per giocatore 1 e 2). Questa modalità è particolarmente ben implementata, dato che il gioco è pensato per essere giocato in compagnia. La cooperazione non è solo un’opzione, ma una vera e propria necessità in molte situazioni, rendendo l’esperienza di gioco ancora più gratificante e strategica. Se giocate in singolo, Dom sarà invece controllato dall’IA. L’IA dei nostri compagni di squadra è… altalenante. Buona parte delle volte ci aiuta in modo concreto durante le battaglie, altre volte, invece, si perdono per strada o si lanciano contro morte certa.

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Passiamo quindi al lato tecnico di Gears of War: Reloaded. Comincio subito con il dire che questa rimasterizzazione contiene tutti i contenuti di Gears of War: Ultimate Edition, usato ovviamente come base di partenza per il passaggio ad Unreal Engine 5. Proprio per questo motivo, le differenze che elencherò saranno derivate proprio da questa revisione del gioco. Le differenze principali che possiamo vedere in Gears of War: Reloaded girano ovviamente intorno alla qualità visiva. Si passa da 1080p a 4K (1440p per Xbox Series S) come risoluzione interna, 60 FPS nella campagna invece di 30, e 120 FPS nel multigiocatore, oltre al supporto all’HDR e al suono 7.1 3D spaziale.

Troviamo inoltre il supporto al VRR, caricamenti praticamente istantanei e le migliorie sopracitate a texture, illuminazione, ombre, riflessi e effetti visivi. Anche PS5 e PS5 Pro ricevono un supporto completo al DualSense, Attività e, per quest’ultima, anche un upgrade visivo. Per la versione PC nello specifico, non abbiamo invece limiti di framerate e vediamo il supporto alle tecnologie di upscaling (FSR e DLSS) come differenzia più sostanziale. Comunque, il colpo d’occhio estetico di Gears of War: Reloaded è sicuramente gradito. C’è da dire che ho trovato alcune texture qua e la che erano ancora in bassissima risoluzione, e facendo un confronto, erano così anche nella Ultimate Edition, quindi sono sfuggite per due volte agli occhi di The Coalition.

Comunque, devo dire che sono rimasto stupito dell’ottimizzazione generale del titolo, con un framerate solidissimo su PC e anche su Series S, che ho voluto testare appositamente e che perde solamente in termini di effetti visivi e risoluzione, ma altrettanto valida. L’unico vero problema che ho riscontrato, tra l’altro maggiormente sulla versione PC, sono alcuni hitbox più grandi del dovuto, che spesso fanno incastrare il personaggio o non lo fanno più muovere. Fortunatamente, eseguire un roll o muovendosi un po’ in cerchio ha sempre sbloccato la situazione, ma ciò nonostante risulta abbastanza fastidioso, dato che capita per tutta la campagna in punti specifici.

Passiamo quindi alla componente multigiocatore di Gears of War: Reloaded. Oltre alla già citata campagna co-op, ci sono anche svariate altre modalità online. Tutte le 19 mappe presenti sono state rimasterizzate, ma la novità più importante e sostanziale è che tutte le mappe, modalità, personaggi sbloccabili classici e cosmetici sono ora totalmente inclusi come sbloccabili nella progressione online. Niente più DLC a pagamento e micro-transazioni. Ovviamente anche i server sono stati adattati alla nuova revisione, facendo risultare le partite più fluide e precise. Oltretutto, è stato introdotto anche un sistema di anti-cheat per scoraggiare i cheater su PC. Rimanendo sempre in tema modalità multigiocatore, sono presenti ben otto modalità PvP in cui divertirsi.

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E per concludere sul lato delle novità, prima di tirare le somme, non bisogna dimenticarsi di menzionare Xbox Play Anywhere, Cross-Play e Cross-Progression. Come ben saprete, acquistando il gioco su Xbox lo avrete automaticamente disponibile anche su PC (tramite l’App Xbox) e viceversa. Inoltre, collegando in modo opzionale il proprio account Steam o PS5 ad Xbox, si può accedere anche al Cross-Play per giocare con e contro tutte le piattaforme, oppure sfruttare il Cross-Progression per trasferire i propri progressi online e salvataggi della campagna tra ogni piattaforma.

Come non menzionare inoltre il passo avanti lato accessibilità che ha ricevuto Gears of War: Reloaded rispetto alle sue precedenti versioni. Non solo troviamo opzioni dedicate al daltonismo, ma anche le più che ben apprezzate impostazioni contro la chinetosi, con la possibilità (grazie al cielo) di disabilitare il movimento frenetico della telecamera durante lo scatto. C’è da dire, però, che la telecamera fa ancora dei movimenti repentini durante la raccolta di armi, munizioni e collezionabili che potrebbero dar fastidio ai soggetti più sensibili.

In conclusione, Gears of War: Reloaded è l’edizione definitiva per vivere (o rivivere) le gesta di Marcus e della Squadra Delta, in un pacchetto completo, più rifinito e, soprattutto, più cross-platform che mai. Non è sicuramente perfetto sotto ogni singolo aspetto, ma è decisamente sufficiente per donare nuova vita ad uno dei prodotti che ha più rivoluzionato il gaming moderno. Chissà se, prima o poi, Xbox e The Coalition riserveranno lo stesso trattamento anche a Gears of War 2 e Gears of War 3, titoli ancora oggi relegati solamente alla vecchia Xbox 360 e non facilmente accessibili al grande pubblico fuori dall’ecosistema retrocompatibilità di Xbox One e Xbox Series. Intanto, possiamo solamente aspettare Gears of War: E-Day.


9

Voto CGC

Recensione Gears of War: Reloaded

Gears of War: Reloaded è l’edizione definitiva per vivere (o rivivere) le gesta di Marcus e della Squadra Delta, in un pacchetto completo, più rifinito e, soprattutto, più cross-platform che mai.

La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Davide Fanelli

Nato nel 1996 ho iniziato a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la mia passione per i videogiochi che permane ancora tutt'ora.

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