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CGCReviews – STARSEEKER: Astroneer Expeditions

Fra le stelle, ma non come volevamo.

STARSEEKER: Astroneer Expeditions

STARSEEKER: Astroneer Expeditions, un gioco avventura azione multigiocatore sviluppato da System Era Softworks e pubblicato da Devolver Digital, è disponibile in Accesso Anticipato dall’11 Giugno su PS5, Xbox Series, Switch 2 e PC (Steam).

STARSEEKER: Astroneer Expeditions è un esplorativo MMO con meccaniche extraction, in early access, e si allaccia all’universo di ASTRONEER, ma non lasciatevi ingannare: il gioco è molto diverso dal sandbox spaziale che abbiamo giocato nel lontano 2024, e le differenze sono abissali, creando due giochi completamente separati. Se in ASTRONEER costruivamo avamposti su vari pianeti con lo scopo di scoprire i segreti della galassia, qui ci troviamo in un extraction esplorativo molto limitato, e magari per i fan di ASTRONEER che speravano in un ritorno del nostro sandbox spaziale tanto adorato, si trovano invece un titolo che ha solo l’estetica del gioco originale, portando ad una smorfia da parte dei fan. Ma partiamo con ordine.

Bene, in STARSEEKER: Astroneer Expeditions ci uniamo alla ESS Starseeker, la stazione spaziale di ricerca ed esplorazione, come esploratori di nuovi mondi con l’obiettivo di compiere incarichi e raccogliere risorse in collaborazione con tutti i giocatori dell’universo per arrivare a una meta finale. Infatti, come già detto, il gioco si basa su meccaniche MMO, quindi la collaborazione con i player è fondamentale: decidi se unirti a un team di amici o di perfetti sconosciuti, oppure lanciarti in solitario sul pianeta per incontrare altri giocatori e aiutarvi a vicenda per portare a casa il bottino e la pelle.

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Esattamente, STARSEEKER: Astroneer Expeditions porta meccaniche completamente diverse da ASTRONEER: il gioco partirà con un tutorial molto scarno e poco chiaro, che ci darà basi appena abbozzate per capire cosa fare, dandoci accesso al primo dei nostri strumenti, il multi-tool, upgradabile e potenziabile con appositi power-up. L’ambiente che ci circonda, come per ASTRONEER, è malleabile, ma se nel primo caso si usava per creare, qui si usa solo per un motivo: scavare, raccogliere risorse e creare passaggi sicuri.

La mobilità del nostro personaggio è più elevata e fluida in STARSEEKER: Astroneer Expeditions: infatti, grazie al tutorial, capiremo ben presto che il movimento è migliore grazie alla possibilità di arrampicarsi sulle superfici usando la stamina. Sempre grazie alla stamina possiamo anche schivare e fare scivolate su superfici in pendenza, e con appositi upgrade ed oggetti persino volare e dashare. Dopo di che ci faranno capire come utilizzare la mappa: la mappa segna vari punti di interesse e luoghi dove raccogliere materie prime, resina, rame e grafite, tutto segnato sulla mappa che ci terrà aggiornati su possibilità di guadagno, attività e obiettivi.

Bene, una volta capite queste poche basi, si parte per la stazione spaziale: quest’ultima funge da lobby, dove tutti i player di STARSEEKER: Astroneer Expeditions sono riuniti e possono creare squadre, darsi consigli e creare nuove amicizie. In questa lobby i preparativi sono d’obbligo: infatti possiamo creare equipaggiamenti e potenziamenti alle apposite stazioni di crafting per i nostri attrezzi, come il multi-tool, che ci daranno vantaggi durante l’esplorazione.

Ma la lobby non finisce qui: piccole personalizzazioni estetiche sono disponibili agli appositi terminali, che con valuta di gioco possiamo acquistare, idem per i cambi di colore, per essere sempre alla moda. La base spaziale non è solo un punto di ritrovo, ma un punto nevralgico delle operazioni: infatti partiranno eventi che richiederanno la collaborazione di tutti per raggiungere l’obiettivo, creando un senso di collaborazione collettiva, grazie anche agli obiettivi della community.

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Passiamo a ciò che si fa individualmente: parlando con gli NPC nella stazione possiamo acquisire missioni primarie e secondarie, cosa possibile anche al terminale missioni, posto vicino al deposito, dove possiamo depositare i nostri oggetti più preziosi per non perderli. Andando alle navette si parte alla volta dei pianeti, che qui sono mappe ampie e adornate da varie attività generate proceduralmente: esatto, le mappe non sono uguali, ogni istanza è unica ed è ospitata fino a 16 giocatori con cui collaborare, creando unicità ogni volta che si va in missione.

Proseguendo, vedremo sempre nuovi biomi e fauna aggressiva, nonché meccaniche ambientali differenti; ci sono varie attività, come raccogliere dati con lo scanner, trovare risorse rare e disseppellire casse della EXO da aprire con apposite chiavi. Il nostro inventario ci darà varie informazioni: come per i player nella lobby, il nostro inventario è limitato, ovviamente, con annessi blueprint e informazioni personali come livello giocatore e valuta di gioco. Ma non solo: possiamo visualizzare obiettivi e trofei per arrotondare la valuta di gioco (Bytes, Crediti e Baubles), oppure consultare l’Astropedia, che contiene informazioni su ogni cosa.

Inizialmente saremo abbastanza spogli in STARSEEKER: Astroneer Expeditions, con uno zaino e un multi-tool base, con lo scopo di fare attività secondarie e raccolta di materiali per potenziarci e avere accesso a cose come il glider, che ci darà mobilità. Ma non solo: gli upgrade da mettere nell’equipaggiamento ci daranno sempre una marcia extra, facendoci sopravvivere nelle situazioni più pericolose. Infatti, essendo un extraction, il gioco punisce la morte con la perdita di tutto l’inventario, ma non disperate: il luogo della morte rimane segnato fino alla chiusura della mappa, quindi basterà recuperare il nostro corpo seguendo l’indicatore. Ma occhio a non morire ancora, perché in caso di morti consecutive si perderà definitivamente tutto, costringendoci a ricreare ogni cosa.

Le meccaniche extraction non finiscono qui: anche in STARSEEKER: Astroneer Expeditions, l’ossigeno è importante e fungerà da timer, infatti prima che scenda a zero dobbiamo rientrare. La fauna è aggressiva, ma il gioco non ci da vere e proprie armi, quindi dobbiamo andare di fantasia: il multi-tool può stordire temporaneamente la creatura e poi, lanciando un oggetto pesante, possiamo provare a ucciderla. Detto questo, tra le attività più pericolose troviamo un boss, una creatura che richiede attenzione e l’aiuto di altri giocatori per essere sconfitta, cosa che incita ancora di più alla collaborazione fra giocatori, perché, come detto prima, non abbiamo vere e proprie armi, ma tanta, tanta fantasia.

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Siamo di fronte a un boost grafico rispetto all’originale ASTRONEER: lo stile non cambia, ma l’impatto è nettamente superiore. Le ambientazioni sono ottime e ben strutturate, facendoci faticare a credere che siano procedurali. I biomi hanno un’ottima varietà, tra pianure verdi, vasti oceani, fino a caverne di roccia estesissime. Il frame rate è stabilissimo, raramente ho visto cali drastici. Per gli stuttering invece è un altro discorso, sono molto presenti, soprattutto nella lobby, ma è normale vista la natura online del titolo: il fatto che questa ospiti svariati player rende la stazione spaziale la parte più instabile del gioco. Le musiche sono fedelissime ad ASTRONEER, sempre azzeccate e molto orecchiabili.

STARSEEKER: Astroneer Expeditions non possiede ne Frame Generation ne DLSS di alcuna sorta, cosa che non è proprio eccellente di questi tempi. Però, per lo meno, possiede impostazioni per daltonismo e motion sickness, cosa che è apprezzabile. Non ho rilevato bug di sorta, ma in un gioco procedurale non tarderanno ad arrivare compenetrazioni o hitbox errate; il gioco di per se, però, è pulito, almeno nella mia esperienza personale.

In conclusione, STARSEEKER: Astroneer Expeditions, seppur sia connesso all’universo di ASTRONEER, non si avvicina neanche di striscio a quello che era il predecessore. L’idea non è male: creare questo mondo dove giocatori e amici possono creare collaborazioni per portare a casa il loot è un obiettivo fantastico. anche l’utilizzo di vari oggetti dell’inventario, che se usati con fantasia possono risolvere situazioni, e anche la densità di attività, non sono male. Ma, come ho detto, e ripeto, STARSEEKER: Astroneer Expeditions non è esattamente ciò che i fan volevano veramente: ritornare fra le stelle, in solitaria o con amici, scoprendo i misteri che si celano nell’universo, creando basi ed escogitando percorsi.


6

Voto CGC

Recensione STARSEEKER: Astroneer Expeditions (EA)

STARSEEKER: Astroneer Expeditions, nonostante non sia un pessimo gioco, non è essattamente ciò che i fan di ASTRONEER avrebbero voluto trovarsi tra le mani.

La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Livello: Oro

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Alessandro Zingariello

Nato nel 1996, coltivo la mia passione fin dai 4 anni. Ho cominciato a giocare con mio padre a Space Invaders su PlayStation e lì è nato il mio amore per i videogiochi.

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