STORY OF SEASONS: Grand Bazaar, l’ultimo capitolo della serie di giochi life sim sviluppata da Marvelous e pubblicata in Occidente da XSEED Games, sarà disponibile dal 28 Maggio su PS5 e Xbox Series, insieme alle precedenti versioni Switch 2, Switch e PC (Steam).
Con STORY OF SEASONS: Grand Bazaar Marvelous recupera uno dei capitoli più particolari e anche meno apprezzati dell’epoca Nintendo DS, provando a trasformarlo in qualcosa di un po’ più ambizioso di una semplice operazione nostalgia. Il risultato è un remake che da una parte riesce a mantenere intatta l’identità del gioco originale, con tutte le sue stranezze e le sue forti rigidità, e dall’altra cerca di modernizzarne la struttura attraverso nuove attività, sistemi ampliati, personaggi più approfonditi e una presentazione generalmente altamente più ricca.
Non è un rifacimento rivoluzionario nel senso più estremo del termine, proprio perché STORY OF SEASONS: Grand Bazaar continua a essere molto legato alla filosofia classica dei vecchi Harvest Moon, ma proprio in questo equilibrio tra tradizione e modernizzazione riesce a trovare la propria più grande forza. Comincio subito con precisare che ho giocato alla nuova versione Xbox del gioco (più nello specifico su Xbox Series S), ma la recensione sarà comunque integrale, non essendoci praticamente variazioni (o problemi) degni di nota.
La premessa è semplice ma altrettanto efficace nel creare subito il giusto clima. Il bazar di Zephyr Town, un tempo celebre in tutta la regione, ha perso il suo iconico splendore e ora fatica ad attirare clienti e mercanti. Toccherà quindi al protagonista appena trasferito nella cittadina a contribuire per riportare il mercato allo splendore del passato, costruendo allo stesso tempo la propria fattoria e instaurando relazioni con gli abitanti del villaggio. È una struttura narrativa classica per la serie, ma STORY OF SEASONS: Grand Bazaar riesce comunque a darle un po’ più di peso grazie a una progressione scandita davvero bene e a una quantità sorprendente di eventi dedicati ai personaggi.
Già dalle prime ore emerge chiaramente quanto il cuore di STORY OF SEASONS: Grand Bazaar sia proprio la comunità di Zephyr Town. I simulatori agricoli moderni spesso puntano sulla libertà più totale, sulla personalizzazione estrema e sulla gestione quasi sandbox della propria fattoria, mentre STORY OF SEASONS: Grand Bazaar preferisce concentrarsi più sull’atmosfera e sui rapporti interpersonali. L’azienda agricola, per esempio, ha una struttura fissa, i campi sono già posizionati, il fienile occupa uno spazio prestabilito e non esiste alcuna possibilità di modificare il layout generale.
Seppure sia una scelta che potrebbe sembrare limitante al giorno d’oggi per il genere, soprattutto considerando come titoli recenti abbiano abituato i giocatori a poter personalizzare e ritoccare praticamente ogni singola cosa disponibile, ma qui funziona comunque sorprendentemente bene perché restituisce quella sensazione più “vecchia scuola” che il remake vuole chiaramente preservare rispetto al titolo originale per DS.
La routine quotidiana gira attorno alle classiche attività agricole. Si seminano colture, si annaffiano di giorno in giorno, si utilizzano fertilizzanti per aumentarne la qualità e si raccolgono i prodotti quando finalmente maturano. Procedendo nell’avventura si sbloccano anche nuovi appezzamenti di terra fino ad arrivare a quattro campi differenti, incluso uno all’interno della cantina. Non reinventa nulla, certo, ma il gameplay di STORY OF SEASONS: Grand Bazaar rimane incredibilmente rilassante e soddisfacente grazie al ritmo lento e quasi meditativo che caratterizza ogni singola giornata di gioco.
Dove STORY OF SEASONS: Grand Bazaar prova davvero a distinguersi dagli altri titolo della serie è però nella struttura economica. Il bazar settimanale rappresenta infatti il fulcro assoluto dell’intera esperienza. Ogni sabato gli abitanti di Zephyr Town allestiscono le proprie bancarelle e il giocatore deve vendere direttamente la merce accumulata durante la settimana. È un cambiamento importante rispetto alla classica formula del “container delle spedizioni” tipica della serie. Qui non basta raccogliere i prodotti e guadagnare denaro ogni sera: bisogna pianificare tutto con estrema attenzione, decidere quali oggetti conservare, quali trasformare e quali tenere da parte in attesa delle giuste tendenze di mercato.
Questo sistema dona a STORY OF SEASONS: Grand Bazaar una personalità fortissima. Ogni settimana diventa una sorta di preparazione costante verso il giorno del mercato, creando una routine molto più strategica e ragionata rispetto al passato. Allo stesso tempo, però, introduce anche una certa rigidità che potrebbe non piacere proprio a tutti. Se durante il bazar non riuscite a guadagnare abbastanza per acquistare un miglioramento o un nuovo animale, sarete costretti ad aspettare una settimana intera prima di avere un’ulteriore occasione. È una scelta che rende la progressione più lenta, ma anche meno permissiva e talvolta frustrante.
Le tendenze mensili aggiungono un’ulteriore profondità al sistema economico. Alcuni prodotti possono improvvisamente diventare molto richiesti e generare profitti giganteschi, incentivando i giocatori ad accumulare merci per il momento giusto. Questo meccanismo funziona molto bene, almeno sulla carta, ma si scontra con uno dei problemi principali del gioco: la gestione dell’inventario. Gli oggetti possono accumularsi solo se appartengono alla stessa categoria e alla stessa qualità. Ciò significa che bastano poche variazioni per riempire rapidamente tutto lo spazio disponibile. Con il passare delle stagioni la situazione può diventare piuttosto caotica, soprattutto quando si iniziano a gestire materiali da crafting, minerali, colture rare e ingredienti per le ricette.
Ed è proprio qui che emergono alcuni dei limiti più evidenti di questo remake. STORY OF SEASONS: Grand Bazaar rimane ancora estremamente legato a diverse scelte di design ereditate direttamente dalla versione DS, e non tutte sono invecchiate così tanto bene. L’esempio più frustrante riguarda il salvataggio della partita, che è possibile solo tornando a casa. È una limitazione che oggi è quasi inaccettabile e che spezza inutilmente il ritmo delle sessioni di gioco. Quando si è immersi nelle attività quotidiane o si sta esplorando la città, essere costretti a fermare tutto per correre fino alla fattoria solo per salvare risulta semplicemente scomodo e superfluo.
Anche il sistema dei mulini a vento di STORY OF SEASONS: Grand Bazaar, pur essendo affascinante concettualmente, mostra qualche problemino pratico. I mulini servono per trasformare materiali, creare semi, lavorare prodotti agricoli e ottenere oggetti avanzati, ma la loro disposizione all’interno della mappa rende gli spostamenti un po’ poco fluidi. Alcuni si trovano molto lontani dalla fattoria e, nonostante esistano sistemi di teletrasporto sbloccabili più avanti nel gioco, il ritmo generale delle attività può diventare più frammentato del dovuto.
Il vento, un elemento centrale dell’identità di Zephyr Town, influenza direttamente anche l’esplorazione. Grazie al deltaplano è possibile sfruttare le correnti per attraversare rapidamente alcune aree della città, offrendo una libertà di movimento gradevole. Tuttavia, c’è da dire che il sistema non è sempre precisissimo e, dato che il vento soffia principalmente da ovest verso est, ci si ritrova spesso a poter sfruttare il deltaplano solo in specifiche direzioni. È una meccanica carina e stilisticamente coerente con il tema di STORY OF SEASONS: Grand Bazaar, ma non sempre davvero utilizzabile.
Fortunatamente, tutto questo viene compensato dalla qualità generale della scrittura e dei personaggi. Zephyr Town è probabilmente una delle comunità meglio caratterizzate dell’intera serie, su questo non ci sono dubbi. Gli interessi amorosi hanno eventi lunghi, ben scritti e sorprendentemente profondi, che spaziano da situazioni leggere e divertenti fino a momenti molto più profondi ed emotivi. Alcune storie affrontano conflitti familiari, incomprensioni e insicurezze personali con una maturità inaspettata per il genere.
STORY OF SEASONS: Grand Bazaar espande enormemente queste scene rispetto all’originale per DS, introducendo anche il doppiaggio completo, almeno per gli eventi principali. È un’aggiunta che cambia completamente il coinvolgimento emotivo del giocatore. Gli abitanti del villaggio sembrano finalmente più vivi, partecipano attivamente alle vicende della città e contribuiscono a creare quell’atmosfera accogliente che rende difficile abbandonare davvero Zephyr Town una volta iniziata l’avventura.
Anche le nuove Richieste aggiungono più spessore alla progressione. Non si tratta soltanto di missioni secondarie generiche buttate li tanto per, ma di attività strettamente legate ai rapporti con i personaggi e allo sviluppo del bazar stesso. Completandole si sbloccano nuovi mercanti, servizi aggiuntivi e miglioramenti vari per la città. È una struttura che vuole incentivare il giocatore a esplorare davvero tutti i sistemi del gioco fino a fondo, partendo dall’agricoltura alla cucina, passando poi per l’allevamento e l’estrazione mineraria.
Proprio l’estrazione mineraria è quella che rappresenta uno degli aspetti più controversi dell’intera esperienza, però. Con l’introduzione delle nuove aree montane e dei punti di estrazione, ottenere minerali preziosi diventa fin troppo redditizio rispetto all’agricoltura classica. Dopo qualche ora ci si rende conto che scavare gemme e lavorarle può generare profitti decisamente superiori rispetto alla gestione lenta dei raccolti. Questo finisce inevitabilmente per sbilanciare l’economia generale e ridurre in parte l’importanza stessa della coltivazione, che dovrebbe teoricamente essere il cuore della serie Story of Seasons.
Nonostante questo problema di bilanciamento, però, STORY OF SEASONS: Grand Bazaar riesce comunque a mantenere intatto il fascino della routine quotidiana, fortunatamente. Organizzare le giornate, pianificare il bazar, migliorare gradualmente la qualità dei raccolti e seguire le storie degli abitanti continua a essere incredibilmente gratificante e coinvolgente. È quel tipo di gioco capace di trascinare il giocatore in un costante ciclo di “ancora una giornata”, salvo poi ritrovarsi a giocare per diverse altre ore senza nemmeno rendersene conto.
Dal punto di vista tecnico, STORY OF SEASONS: Grand Bazaar ha fatto un lavoro eccellente nel modernizzare la presentazione generale senza andare a snaturare l’identità originale del gioco. Zephyr Town è più ampia, dettagliata e viva rispetto al passato, mentre il nuovo stile visivo mantiene quell’estetica morbida e rilassante tipica della serie. Anche il comparto sonoro merita una menzione speciale grazie a musiche estremamente rilassanti che accompagnano perfettamente il ritmo tranquillo dell’avventura. La nuova versione per Xbox Series, inoltre, non soffre di particolari problemi di prestazioni o altro.
In conclusione, STORY OF SEASONS: STORY OF SEASONS: Grand Bazaar non è sicuramente perfetto. Alcune meccaniche risultano più datate di altre, il sistema di inventario può diventare frustrante e l’economia legata all’estrazione mineraria crea un po’ di sbilanciamento. Eppure, nonostante questi difetti, il remake riesce a brillare grazie alla sua atmosfera, ai suoi personaggi e alla capacità di trasformare una routine agricola apparentemente semplice in qualcosa di genuinamente coinvolgente. È uno di quei giochi che non cercano di impressionare con chissà cosa, ma che conquistano lentamente attraverso il comfort, la familiarità e il senso di appartenenza che riescono a trasmettere al giocatore.
Marvelous ha preso un capitolo spesso dimenticato della serie e lo ha trasformato in una delle esperienze più complete e affascinanti degli ultimi anni per gli amanti dei simulatori di vita e farming simulator. Non sarà il titolo più rivoluzionario del genere, questo è certo, ma è uno di quelli che ha davvero anima.
8
Voto CGC
Recensione STORY OF SEASONS: Grand Bazaar
STORY OF SEASONS: Grand Bazaar, nonostante non sia perfetto, riesce a brillare grazie ad atmosfera, personaggi e capacità di trasformare una routine agricola semplice in qualcosa di coinvolgente.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.
Livello: Oro
Livello: Oro








