Thick As Thieves, il nuovo gioco cooperativo sviluppato da OtherSide Entertainment e pubblicato da Megabit Publishing, è disponibile da oggi 20 Maggio su PS5, Xbox Series e PC (Steam / EGS).
Thick As Thieves è un interessante co-op open-map di furto dove, impersonando uno dei due ladri disponibili, possiamo con un nostro amico esplorare le due mappe presenti nel gioco con obiettivi che variano e condizioni che cambiano ad ogni partita, rendendo il gioco imprevedibile. Thick As Thieves cela dietro di se le menti di Warren Spector (direttore dello studio di Deus Ex e Thief: Deadly Shadows) e Paul Neurath (produttore esecutivo di Thief: The Dark Project e Thief: The Metal Age), ma partiamo con ordine e con una premessa: non ho provato il comparto co-op perché nella fase di recensione questa modalità non era disponibile, quindi il mio punto di vista si basa puramente sul gameplay in singolo.
In Thick As Thieves siamo membri della Gilda dei Ladri e ci cimenteremo in alcuni furti su richiesta che attueremo nella città di Kilcairn, una città alternativa della Scozia dei primi Novecento che fonde tecnologia e magia, addentrandoci in misteri arcani e segreti che portano a preziosi cimeli. Partendo dal nostro covo possiamo ascoltare le varie introduzioni delle missioni che, lastra dopo lastra, formeranno una trama che lascerò a voi il piacere di scoprire.
Thick As Thieves inizia con un piccolo tutorial dove veniamo introdotti a delle semplici ma efficaci basi: il nostro ladro può accovacciarsi, arrampicarsi su sporgenze ed effettuare atterramenti, ma nessuna uccisione. Siamo ladri, non assassini, quindi occhio: le guardie si riprenderanno dopo un po’ di tempo. In realtà non ci sono molte accortezze e i gadget non sono tanti, quindi il punto chiave rimane la co-op, ma mi prenderò tempo per parlarne con calma in un secondo momento.
Per ora torniamo al tutorial: come già detto, questo ci darà le basi e ci metterà a disposizione tre dei gadget disponibili. Il primo è il classico rampino, ottimo per andare sui tetti e zone alte dandoci vantaggi. Il secondo è una granata fumogena che accecherà le guardie e ci nasconderà dai sistemi di sicurezza. Il terzo ed ultimo del tutorial è un cristallo capace di farci vedere guardie e tesori circondati da un’aura dietro qualsiasi superficie, ottimo per trovare subito la merce di valore ed avere un vantaggio sulle guardie. Una volta finito il tutto ci insegneranno a borseggiare le guardie e ad aprire lucchetti con un semplice mini-gioco dove dobbiamo premere al momento giusto la barra gialla.
Dopo il tutorial veniamo introdotti al nostro covo di Thick As Thieves, ma nulla di particolare: una lobby dove decidere di impersonare uno dei due ladri disponibili, il Ragno e il Camaleonte, per poi scegliere le missioni, l’equipaggiamento e l’estetica del nostro personaggio, che possiamo sbloccare ed acquistare livellando grazie alla moneta di gioco. Possiamo selezionare la mappa e la difficoltà. Nell’armadio possiamo decidere il set di equipaggiamento (trappole, fumogene e granate viscose), mentre nel libro possiamo selezionare la missione e l’obiettivo o acquistare gadget e bonus.
Quindi, si parte con la prima mappa, il QG della polizia di Kilcairn: entreremo in una posizione casuale esterna per poi decidere come muoverci. Abbiamo molte scelte: entrare da finestre, porte, sotterranei e molto altro, ma l’obiettivo è uno solo: trovare, grazie ad alcuni indizi, ed estrarre l’obiettivo missione, ma nulla vieta di riempirci le tasche di ogni prezioso che troviamo in giro ed obiettivi secondari, mettendo al sicuro il bottino in portali sparsi nella mappa che metteranno al sicuro i nostri guadagni.
Parliamo di trappole: in Thick As Thieves abbiamo piattaforme a pressione che fanno scattare allarmi, torrette automatiche, sensori di movimento e molto, molto altro che, progredendo, diventeranno più numerose e posizionate diversamente. I nemici sono guardie generiche che, se ci avvisteranno, indagheranno la nostra ultima posizione e, se ci troveranno, daranno il via all’inseguimento, elettrificandoci e uccidendoci. La morte, però, non è la fine: infatti, se sconfitti, ritorneremo da dove siamo entrati. La vera fine arriva quando scade il tempo, dove apparirà il portale di fuga che andrà raggiunto in tempo per estrarci e tornare al covo con il maltolto.
L’ambientazione di Thick As Thieves è bella: unisce magia e tecnologia in una Scozia che mi ha riportato alla mente Dishonored, anche per lo stile grafico usato che potrebbe ricordarlo un po’. Le mappe sono complesse e piene di strade, cosa che rende la nostra minimappa una fidata compagna per non perderci in un dedalo di corridoi, stanze e scale. Per quanto riguarda l’ottimizzazione, quest’ultima è okay con cali sporadici, ma la cosa che è inaccettabile è la mancanza della rimozione del motion blur, cosa che mi ha creato non poche difficoltà. Infatti, accessibilità quasi zero. A livello bug ho visto nemici che vedono attraverso i muri, qualche hitbox incerta, ma nulla di debilitante.
L’IA nemica di Thick As Thieves non è delle più sveglie: si limitano a seguire i suoni ed hanno una vista periferica limitatissima. Più volte ci passavo affianco e loro non mi vedevano. Ovviamente difficoltà maggiori aumentano la loro reattività e numerosità, quindi può migliorare a difficoltà maggiori, ma di per se seguiranno le nostre briciole di pane. La musica di fondo non è di grande impatto, e molte volte mi è passata quasi inascoltata, negli inseguimenti incalza un po’ per enfatizzare il momento, ma non rimane impressa.
Bisogna però dire una cosa: l’impossibilità di provare la co-op ha influenzato sicuramente molto l’esperienza generale. Non posso sapere esattamente come si comporta e come è bilanciata. Sicuramente il gioco giova della presenza di amici, vista l’esperienza estremamente lineare e poco variegata sul punto di vista delle cose da fare, nel senso che l’esperienza in solo non è molto appagante.
Quindi, in conclusione, Thick As Thieves è un gioco di furti open-map che sicuramente brilla di più in co-op. Il rubare preziosi oggetti ed eludere la sorveglianza fa il suo effetto facendoci sentire un Lupin fantasy, visto che quando rubiamo lasciamo anche il biglietto da visita, una piccola chicca visiva molto apprezzata per i fan della Rosa Nera. Sta di fatto che il gioco risulta molto grezzo e semplice nelle sue meccaniche, e che la ripetitività delle azioni da fare portano ad un game loop estenuante, specialmente se giocato in solitaria.
6.5
Voto CGC
Recensione Thick As Thieves
Thick As Thieves è un titolo che sicuramente brilla maggiormente in cooperativa, ma resta comunque un’esperienza piuttosto limitata e non estremamente appagante a lungo termine.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.







