Kiln, il nuovo gioco picchiaduro PvP online sviluppato da Double Fine Productions e pubblicato da Xbox Game Studios, è disponibile dal 23 Aprile su PS5, Xbox Series e PC (Steam / Microsoft Store), nonché Game Pass. Un grande ringraziamento a Xbox Italia e Double Fine per il codice fornito per questa recensione!
Ci sono giochi che nascono già con l’etichetta del successo e altri che invece sembrano destinati a ritagliarsi uno spazio più ristretto, meno vissuto, ma non per questo meno interessante. Kiln, il nuovo progetto di Double Fine, non è il classico titolo pensato per dominare le classifiche per mesi, ne tanto meno il live service costruito attorno a una valanga di contenuti. È qualcosa di molto più “strano”, particolare e fuori scala. Un multiplayer online a tema ceramica, dove si creano vasi, li si personalizza nei minimi dettagli e li si porta in arena per combattere in partite 4vs4. Sembra una follia, eppure funziona. Non sempre, non in tutto, ma quando ingrana sa regalare momenti davvero esilaranti e brillanti.
Double Fine, come sappiamo bene tutti, è uno studio che ha sempre vissuto di idee fuori di testa, di identità fortissima e di quella capacità rara di trasformare concetti improbabili in esperienze memorabili (vedi anche il recente Keeper). Kiln non fa certamente eccezione a questa formula. Dietro la sua premessa bizzarra si nasconde un gioco che sa benissimo cosa vuole essere: un’esperienza leggera, creativa, immediata, fondata sul caos e sulla gioia del gioco online. Il problema, se proprio vogliamo, è capire se tutto questo basti per reggere nel lungo periodo.
Il cuore dell’esperienza di Kiln è Quench, al momento l’unica modalità disponibile. La struttura è semplice da spiegare ma resta più interessante da giocare. Due squadre da quattro giocatori si affrontano cercando di spegnere la fornace avversaria trasportando acqua raccolta nella mappa. Vince chi riesce a bagnare il forno nemico tre volte per primo. Le partite durano davvero pochi minuti, hanno un ritmo serrato e lasciano spazio a stili diversi. Si può giocare aggressivi, cercando di infiltrarsi e sputare l’acqua rapidamente, o si può restare in difesa, proteggendo la propria fornace. Si può anche decidere di alternare i ruoli a seconda dell’andamento del match.
È qui che Kiln mostra una delle sue migliori qualità: sotto un’apparenza scanzonata c’è un design più ragionato di quanto sembri inizialmente. Ad ogni respawn si può scegliere tra vasi piccoli, medi o grandi, e la dimensione incide direttamente sul gameplay. Quelli piccoli sono veloci, agili, perfetti per incursioni rapide e fughe improvvise, mentre i grandi sono più resistenti e devastanti in mischia, ideali per difendere o aprire varchi. I medi, invece, cercano un equilibrio tra i due. Cambiare approccio durante la partita diventa quindi parte integrante della strategia per la vincita.
Il sistema di movimento contribuisce decisamente al divertimento. La meccanica del rotolamento, che permette di sfruttare l’inerzia del vaso per prendere velocità, saltare ostacoli e attraversare la mappa in modo spettacolare, è una trovata semplice ma anche dannatamente geniale. Dopo pochi minuti ci si ritrova a lanciarsi da rampe improvvisate, a sfrecciare tra i nemici e a trasformare ogni spostamento in qualcosa di dinamico. È uno di quei dettagli che aiutano a dare personalità al gioco.
Anche il combattimento di Kiln, pur senza essere profondissimo, riesce a intrattenere. Ogni vaso possiede un attacco base e un’abilità speciale legata alla forma scelta. Alcune puntano al danno diretto, altre al controllo del campo e altre ancora al “disturbo”. Ci sono bottiglie armate di spada, contenitori che lanciano torte accecanti, altri che scavano sottoterra o brandiscono armi improbabili. È un sistema immediato, leggibile e accessibile. Non serve studiare ore di combo per potersi divertire.
C’è però da dire che, alla lunga, il combat system comincia a mostrare i suoi limiti. In certe situazioni si riduce a una pressione frenetica di tasti senza molta strategia dietro. E, soprattutto, il rilevamento delle collisioni non è sempre precisissimo. Negli scontri ravvicinati, specialmente vicino alle fornaci dove si raggruppano più giocatori, capita di percepire colpi poco chiari, impatti inconsistenti e una certa confusione generale. Non rovina l’esperienza totalmente, ma è uno di quei difetti che si notano mal volentieri.
Se però c’è un aspetto in cui Kiln sa conquistare quasi subito è la personalizzazione. Il sistema di creazione dei vasi è semplicemente stupendo. Non è una funzione estetica messa li tanto per fare numero, ma uno dei pilastri dell’esperienza. Si modella l’argilla, si definisce la forma, si applicano smalti, manici, decorazioni, adesivi e accessori di ogni tipo. È un editor sorprendentemente ricco, intuitivo nelle basi ma capace di offrire libertà creative enormi a chi vuole approfondire o sperimentare.
Ed è forse questa la vera magia dietro Kiln. Entrare nell’hub centrale, osservare i vasi creati dagli altri utenti, ridere davanti a certi obbrobri estetici o restare sinceramente colpiti dal talento di qualcun altro. Kiln prende il classico concetto di cosmetico multiplayer e lo ribalta completamente: invece di venderti l’ennesima skin a prezzi elevatissimi, ti invita a creare qualcosa di davvero tuo. È una scelta fresca, intelligente e coerente con lo spirito di Double Fine.
The Wedge, l’area sociale principale di Kiln, funziona bene proprio per questo motivo. È uno spazio piccolo ma pieno di carattere, dove si incontrano altri giocatori, si provano nuove creazioni e si visitano negozi come quello gestito da Slip, una mascotte che sembra uscita direttamente da un film animato. Tutto trasmette felicità, leggerezza e quella cura artistica che rende riconoscibili i lavori dello studio.
Infatti, proprio sul fronte visivo Kiln si fa notare. Lo stile grafico è vivace, coloratissimo e volutamente sopra le righe. Le ambientazioni mescolano divinità greche ed egizie, luna park, architetture improbabili e humor nonsense. È un mix che sulla carta potrebbe sembrare ingestibile, ma che in gioco mantiene una coerenza tutta sua, seppur bizzarra. Le animazioni sono spesso eccellenti, soprattutto nel modo in cui gli spiriti abitano i vasi e ne trasmettono peso, goffaggine o aggressività.
Le mappe, seppur non siano moltissime, sono tutte ben costruite e riescono a differenziarsi quel che basta. Alcune puntano sulla verticalità, altre sui nastri trasportatori, altre ancora su elementi ambientali che alterano il flusso della partita. Ci sono passaggi segreti per i vasi più piccoli, zone di controllo ideali per i tank, percorsi alternativi e scorciatoie. Non sono semplici arene senza anima, ma scenari pensati per supportare stili di gioco differenti nel modo migliore possibile.
Purtroppo il numero dei contenuti al lancio resta uno dei limiti più evidenti della produzione. Cinque mappe (con altre previste successivamente) e una sola modalità sono davvero poche, non si può dire altrimenti. Per quanto Quench sia divertente, da solo fatica a sostenere a lungo l’intera esperienza. Dopo diverse ore la voglia di vedere varianti, modalità extra, eventi speciali o anche solo alternative si fa sentire prepotentemente, il che non è perfettamente un bene in un gioco che dovrebbe saper sostenere il peso del tempo.
È qui che può nascere il dubbio principale su Kiln. Non tanto sulla qualità di ciò che offre ora (che è comunque davvero ottima), quanto sulla sua capacità di restare rilevante nel breve e lungo termine. Essendo un titolo esclusivamente online, tutto dipenderà dal supporto post-lancio e dal supporto continuato della community. Se i contenuti arriveranno con regolarità, le fondamenta sono abbastanza solide per crescere, ma se invece il flusso rallenterà troppo, il rischio che Kiln diventi l’ennesimo ricordo di live service che ha fallito è più che concreto.
Purtroppo, a peggiorare il quadro generale ci sono alcune incertezze tecniche. Su Xbox Series le prestazioni non sono sempre perfette. Si avvertono piccoli stutter, menu non sempre reattivi, qualche calo di frame sporadico e una generale sensazione di prodotto non rifinito al massimo. Anche online si verificano occasionali picchi di lag. La versione PC, invece, è più stabile lato performance, ma permangono i problemi di lag e stutter nelle partite. Nulla di catastrofico, certo, ma abbastanza da impedire ad un gioco che richiede discreta fluidità di averla.
Comunque, nonostante tutto questo, Kiln riesce spesso a strappare un sorriso. Una rimonta assurda all’ultimo secondo, un vaso buffissimo o incredibile creato da un altro giocatore, una carica in rotolamento che travolge più avversari, oppure ancora un match giocato con sconosciuti che, senza bisogno di chat o coordinazione, produce comunque momenti di squadra autentici. Sono piccolezze che contano più di tanti sistemi iper-complessi.
In conclusione, Kiln è un gioco strano, imperfetto e coraggioso. Ha idee eccellenti, una personalità unica e un’identità che nel panorama multiplayer moderno si vede sempre meno. Allo stesso tempo paga pegno con una scarsità di contenuti non proprio trascurabile, qualche problema tecnico e l’incognita di ogni esperienza solo online. Non è un titolo per tutti, questo è certo, e forse non diventerà mai un fenomeno di massa, ma è una nuova follia firmata Double Fine che merita sicuramente attenzione proprio perché diversa dal solito.
Con dei picchi altissimi, ma anche difetti che non si possono ignorare, Kiln resta comunque un’esperienza divertente, creativa e genuinamente originale. Se verrà supportato come si deve, e lo si spera sempre, potrebbe trasformarsi in una piccola perla multigiocatore. Anche nel caso contrario, è sicuro che resterà comunque il ricordo di un’idea bellissima da parte di Double Fine e di un gioco che ha avuto il coraggio di essere diverso.
7
Voto CGC
Recensione Kiln
Kiln ha idee eccellenti, una personalità unica e un’identità che si vede sempre meno ma, allo stesso tempo, paga pegno con una scarsità di contenuti disponibili e qualche limite tecnico di troppo.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.
Livello: Oro
Livello: Oro







