Maseylia: Echoes of the Past, il nuovo titolo metroidvania 3D sviluppato e pubblicato da Sol Brothers, è disponibile su PC (Steam) dal 19 Giugno. Sono previste anche le versioni PS5, Xbox Series e Switch 2 per il 2026.
Ci sono videogiochi che colpiscono per il budget, altri per la spettacolarità della produzione e altri ancora perché dietro ogni singolo elemento si percepisce chiaramente la mano di chi li ha realizzati. Maseylia: Echoes of the Past è uno di quei titoli che sprizza amore da tutti i pori. Il metroidvania tridimensionale sviluppato quasi interamente dal solista Victor Abresol è uno di quei progetti che raccontano una storia ancora prima di arrivare ai titoli di coda. C’è bisogno, per questa volta, di dare un contesto dietro al gioco.
Dopo essersi visto chiudere diverse porte dall’industria per la mancanza di esperienza nel settore, lo sviluppatore francese ha deciso di costruirsi da solo quell’occasione che nessuno voleva sembrare concedergli. Con il supporto dei due fratelli per gli aspetti organizzativi e delle musiche firmate da Zach Fitzgerald, Abresol ha dato vita a un’avventura che, pur mostrando palesemente tutti quanti i limiti di una produzione indie realizzata praticamente in solitaria, riesce comunque a trasmettere una personalità chiara.
L’avventura di Maseylia: Echoes of the Past ci porta su un pianeta alieno totalmente pacifico, abitato da una civiltà che ha avuto la sfortuna di essere colonizzata da… gli esseri umani. Una presenza che avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità si è invece trasformata presto in una catastrofe, lasciando il mondo profondamente segnato prima che questi colonizzatori se ne andassero. Il protagonista è un giovane abitante del pianeta che si mette sulle tracce del padre, disperso durante una spedizione, iniziando così un viaggio che finirà per svelare non solo il passato di questo luogo, ma anche il complesso rapporto tra le due civiltà.
La narrazione non invade mai l’esperienza con lunghi dialoghi o filmati continui. Al contrario, in pieno stile metroidvania preferisce affidarsi alla scoperta ambientale, ai piccoli testi trovati lungo il percorso e ai resti di un’antica civiltà ormai decaduta. È una scelta che funziona bene, soprattutto perché il mondo di Maseylia: Echoes of the Past riesce a raccontare quel che basta attraverso le sue architetture, le rovine e gli scenari in generale. Le sequenze animate, pur senza raggiungere livelli produttivi estremamente elevati, sono realizzate con la giusta cura e contribuiscono a rendere più coinvolgente un racconto che punta tutto sull’atmosfera.
Se c’è un qualcosa che riesce a conquistare fin da subito è proprio il comparto visivo. L’universo di Maseylia: Echoes of the Past costruisce la propria identità grazie a un utilizzo molto intelligente dei colori e delle superfici. Le texture sono volutamente semplici, evitando un eccesso di dettagli che avrebbe probabilmente snaturato l’impatto complessivo. Ogni bioma ha una palette cromatica distinta, passando da foreste aliene dominate da verdi e viola fino a zone completamente diverse, caratterizzate da antiche rovine, città dimenticate e gigantesche strutture tecno-organiche che si fondono con la natura circostante.
Questa scelta minimalista permette agli edifici, ai villaggi e alle costruzioni incontrate durante il cammino di emergere con maggiore forza all’interno del paesaggio. Il risultato è quindi un mondo che, pur senza impressionare tecnologicamente parlando, riesce comunque a essere affascinante e riconoscibile. Non inventa uno stile completamente nuovo, visto che alcune ispirazioni sono abbastanza ovvie, ma riesce comunque a distinguersi grazie a una direzione artistica molto coerente.
Ovviamente, il vero cuore dell’esperienza rimane l’esplorazione, e sotto questo aspetto Maseylia: Echoes of the Past centra buona parte dei propri obiettivi. Il titolo è a tutti gli effetti un metroidvania tridimensionale costruito attorno a un mondo completamente interconnesso, nel quale ogni nuova abilità modifica radicalmente il modo in cui ci si muove e permette di raggiungere aree prima inaccessibili. Doppio salto, air dash a 360 gradi, rampino e altri strumenti di movimento non sono semplicemente strumenti per aprire nuove strade, ma trasformano concretamente il modo di affrontare la mappa.
La progressione è gratificante, questo è certo. Tornare nelle aree già visitate permette continuamente di scoprire percorsi alternativi, scorciatoie e segreti inizialmente irraggiungibili. L’esplorazione verticale viene sfruttata con intelligenza e il gioco premia spesso la curiosità del giocatore. È uno di quei titoli che invogliano a guardare continuamente tutto intorno a se, nella speranza di scovare un passaggio nascosto o una nuova strada. Certo, c’è però un problema di fondo, restando nell’ambito dell’esplorazione. È molto facile raggiungere alcune zone prima del previsto sfruttando le proprie abilità. Più volte mi è capitato di arrampicarmi su pareti improbabili, sfruttando angolazioni, sporgenze e collisioni non proprio perfette. Insomma, un po’ grezza.
Le aree di Maseylia: Echoes of the Past alternano lunghi corridoi pieni zeppi di trappole ambientali a spazi molto più aperti nei quali è possibile sperimentare diversi percorsi. Anche i puzzle platform rappresentano una componente importante dell’avventura e risultano spesso anche più soddisfacenti degli scontri con i nemici. Alcune sezioni richiedono una discreta precisione nei salti e un utilizzo intelligente delle abilità ottenute, regalando quelli che sono a tutti gli effetti i momenti migliori dell’intera esperienza.
Purtroppo, però, quando si passa all’azione vera e propria di Maseylia: Echoes of the Past, emergono i limiti più evidenti di tutta la produzione. Sulla carta il gioco promette combattimenti dinamici basati sulla mobilità e scontri epici contro giganteschi boss. Nella pratica le aspettative vengono soddisfatte solo parzialmente. Il sistema di combattimento è piuttosto rigido, con animazioni poco fluide e una generale mancanza di feedback. I nemici risultano spesso troppo statici e prevedibili, mentre gli scontri non evolvono mai.
Persino diversi boss possono essere eliminati in tempi brevissimi limitandosi a colpirli ripetutamente con l’arco, senza richiedere particolari strategie o una reale padronanza delle meccaniche di gioco. In poche parola, il combat system è molto probabilmente l’aspetto più debole di Maseylia: Echoes of the Past, soprattutto considerando quanto l’esplorazione riesca invece a coinvolgere. Fortunatamente il combattimento non rappresenta il centro assoluto dell’esperienza, e i nemici finiscono soprattutto per fornire risorse utili ad acquistare mappe, punti di teletrasporto, potenziamenti e altri oggetti dai mercanti disseminati nel mondo.
Anche l’interfaccia utente riflette la natura estremamente indipendente del progetto. La mappa risulta un po’ troppo essenziale, così come molti elementi dell’HUD. Tutto funziona, certo, ma manca quella rifinitura che ci si aspetterebbe da produzioni di questo tipo. Lo stesso discorso vale per il comparto audio. La colonna sonora accompagna piacevolmente l’esplorazione e riesce a valorizzare le atmosfere malinconiche del pianeta, ma il sound design è invece meno curato. Gli effetti ambientali sono limitati e anche i nemici risultano poco caratterizzati dal punto di vista sonoro, contribuendo a dare al gioco una sensazione generale di “incompleto”.
Sul fronte tecnico, per lo meno, Maseylia: Echoes of the Past si comporta meglio di quanto ci si potrebbe aspettare. Pur mostrando una rifinitura lontana dagli standard delle produzioni moderne, l’avventura rimane perfettamente giocabile dall’inizio alla fine. Durante le mie circa nove ore di gioco non ho incontrato nessun problema degno di nota, se non qualche sporadico stutter o hitbox non proprio precise. La sensazione costante con Maseylia: Echoes of the Past è stata quella di un progetto ancora acerbo, che forse avrebbe beneficiato di un periodo in Accesso Anticipato prima di una release effettiva.
Sarebbe comunque ingiusto liquidare totalmente il progetto limitandosi ai suoi difetti. Maseylia: Echoes of the Past possiede una personalità autentica e una sincera voglia di proporre qualcosa che vada oltre i classici canoni del metroidvania in 3D. Non tutto funziona perfettamente, anzi, alcuni aspetti avrebbero richiesto tempo di lavoro aggiuntivo, ma si percepisce costantemente la passione con cui è stato costruito, e questo è assolutamente da premiare. Con un maggiore budget e un team alle spalle, Victor Abresol potrebbe probabilmente riuscire a trasformare molte delle ottime intuizioni viste in questo suo primo titolo in qualcosa di davvero più memorabile.
In conclusione, Maseylia: Echoes of the Past è un debutto per Sol Brothers coraggioso, affascinante e ricco di buone idee, ma anche inevitabilmente ancora troppo acerbo per esprimere davvero il suo potenziale. Chi ama l’esplorazione e riesce a chiudere un occhio davanti a qualche spigolosità potrebbe comunque divertirsi, ma chi invece cerca un’esperienza metroidvania rifinita sotto ogni aspetto rischia di scontrarsi con un muro quasi invalicabile.
6.5
Voto CGC
Recensione Maseylia: Echoes of the Past
Maseylia: Echoes of the Past è un debutto per Sol Brothers coraggioso, affascinante e ricco di buone idee, ma anche inevitabilmente ancora troppo acerbo per esprimere davvero il suo potenziale.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.




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