DEAD OR ALIVE 6 Last Round, la nuova edizione del gioco picchiaduro sviluppato da Team NINJA e pubblicato da Koei Tecmo, sarà disponibile dal 25 Giugno su PS5, Xbox Series e PC (Steam). Un ringraziamento a Koei Tecmo per il codice fornito!
Ci sono serie che hanno bisogno di continue reinvenzioni per restare rilevanti e altre che, molto semplicemente, continuano a funzionare perché hanno costruito negli anni una formula piuttosto solida e immediatamente riconoscibile. La serie di DEAD OR ALIVE appartiene senza ombra di dubbio proprio alla seconda categoria. Dopo anni di silenzio e con il franchise apparentemente congelato nel tempo, Team NINJA e Koei Tecmo hanno deciso di riportare sotto i riflettori il sesto capitolo attraverso DEAD OR ALIVE 6 Last Round, una riedizione che arriva con l’obiettivo preciso di celebrare il 30° anniversario della serie, magari, anche per preparare il terreno per il futuro del brand.
Il problema è che questa nuova versione si trova inevitabilmente in una posizione un po’ più complicata del previsto. Da una parte c’è ancora un ottimo picchiaduro tridimensionale, capace di offrire combattimenti spettacolari, profondi e sempre divertenti. Dall’altra, però, ci troviamo davanti a una riedizione che aggiunge ben poco rispetto all’originale e che lascia sul tavolo alcune mancanze che, per alcuni, saranno davvero tanto difficili da ignorare nel 2026, specialmente dopo che altri titoli picchiaduro hanno saputo dire la loro nell’ultimo periodo.
Per comprendere meglio cos’è DEAD OR ALIVE 6 Last Round bisogna prima partire parlando del gioco originale. Quando DEAD OR ALIVE 6 arrivò sul mercato nel 2019 cercò immediatamente di trovare un equilibrio tra accessibilità e profondità competitiva. Un compito che sappiamo tutti essere tutt’altro che semplice, soprattutto per una serie che era spesso stata associata più al suo stile “visivo” (ci siamo capiti, no?) che alle sue qualità come puro fighting game 3D.
La modalità storia ha rappresentato uno degli elementi più controversi della release originale, e di conseguenza anche per DEAD OR ALIVE 6 Last Round. Come da tradizione, la trama unisce ninja, organizzazioni segrete, esperimenti genetici, vendette personali e rivalità storiche in una narrazione che non sempre riesce a risultare totalmente coerente. Eppure c’è qualcosa di stranamente affascinante nel modo in cui il cast viene continuamente fatto interagire. Kasumi, Hayate, Ryu Hayabusa, Helena, Jann Lee e tutti gli altri personaggi del roster contribuiscono a creare un universo narrativo che, pur senza raggiungere le vette delle migliori storie del genere, riesce comunque a dare un contesto piacevole ai combattimenti contro la CPU.
Ovviamente il cuore dell’esperienza di DEAD OR ALIVE 6 Last Round rimane il suo sistema di combattimento. Ancora oggi DEAD OR ALIVE 6 riesce a distinguersi dalla concorrenza grazie alla sua velocità e soprattutto grazie al celebre sistema triangolare basato su colpi, prese e counter. È una struttura apparentemente semplice ma che genera una quantità sorprendente di situazioni disponibili per i giocatori, specialmente per coloro che vogliono spingersi oltre.
Ogni combattimento si trasforma rapidamente in un gioco quasi psicologico. Anticipare l’avversario, leggere le sue intenzioni e trovare il momento giusto per utilizzare una presa continua a essere dannatamente soddisfacente. È proprio qui che emerge la vera identità della serie. A differenza di altri picchiaduro tridimensionali che puntano maggiormente sulla memorizzazione delle infinite combo, DEAD OR ALIVE, e ancora più in particolare DEAD OR ALIVE 6 Last Round, premia costantemente la capacità di adattamento e la lettura dell’avversario.
Uno degli aspetti più riusciti di DEAD OR ALIVE 6 Last Round è stato il tentativo di abbassare la barriera d’ingresso per i nuovi giocatori. Le Fatal Rush, eseguibili attraverso la semplice pressione ripetuta di un pulsante, permettono infatti di realizzare combo spettacolari senza richiedere una conoscenza approfondita delle meccaniche di gioco. Allo stesso modo la Break Gauge introduce mosse speciali, contromisure difensive e attacchi devastanti che rendono ogni scontro più dinamico e spettacolare. Certo, sono elementi che i più puristi potranno sicuramente trovare “inutili” o dannose, ma posso assicurarvi che il bilanciamento non ne risente praticamente nulla.
La cosa interessante, infatti, è che queste semplificazioni non compromettono mai realmente la profondità competitiva. Chi decide di approfondire il sistema scopre rapidamente una quantità enorme di sfumature tecniche disponibili, timing da perfezionare e strategie sempre più avanzate. È un equilibrio che non tutti i picchiaduro riescono a raggiungere e che rappresenta senza alcun dubbio uno dei punti di forza maggiori di DEAD OR ALIVE 6 Last Round.
Anche il roster continua a convincere a pieni voti. DEAD OR ALIVE 6 Last Round include 29 combattenti, comprendendo i ventiquattro personaggi originali e cinque personaggi aggiuntivi precedentemente distribuiti come DLC: Nyotengu, Phase 4, Momiji, Rachel e Tamaki. Una selezione abbastanza ampia e sufficientemente diversificata per garantire stili di gioco differenti e una buona varietà tattica. Le arene mantengono inoltre una delle caratteristiche storiche del franchise: le Danger Zone. Muri esplosivi, ostacoli ambientali, transizioni dinamiche e zone interattive contribuiscono a rendere ogni combattimento un po’ più imprevedibile. Non si tratta solamente di un elemento estetico. Imparare a sfruttare l’ambiente diventa infatti parte integrante del proprio stile di gioco.
Dal punto di vista audiovisivo, DEAD OR ALIVE 6 Last Round continua a mostrare la qualità del lavoro svolto da Team NINJA già nel 2019. Le animazioni sono ancora oggi estremamente fluide, gli impatti risultano convincenti e il sistema di reazioni dei personaggi riesce a trasmettere una sensazione di peso raramente raggiunta da altri colossi del genere. Questa nuova versione introduce anche alcuni miglioramenti visivi. Illuminazione, gestione delle ombre e qualità generale dell’immagine ricevono piccoli ritocchi che contribuiscono a modernizzare leggermente il colpo d’occhio complessivo. Certo, non è una trasformazione radicale. Si tratta dello stesso gioco di sette anni fa, con tutti i suoi pregi e i suoi limiti tecnologici, solo con una colata di vernice nuova.
Anche il comparto sonoro continua a svolgere bene il proprio lavoro in DEAD OR ALIVE 6 Last Round. Gli effetti dei colpi risultano potenti, le musiche accompagnano perfettamente l’azione e il doppiaggio mantiene il carattere distintivo dei vari combattenti. Nulla di rivoluzionario, questo è sicuro, ma tutto curato quanto basta per offrire ai giocatori un’esperienza di alto livello.
Parlando nello specifico di DEAD OR ALIVE 6 Last Round, le vere novità sono però piuttosto limitate. La principale aggiunta è rappresentata dalla nuova Modalità Foto, che permette di posizionare liberamente i personaggi, modificare pose ed espressioni e creare scatti personalizzati. Si tratta di un’aggiunta carina e richiesta da tempo dalla community, ma difficilmente può essere considerata un elemento capace di giustificare da sola l’acquisto di questa edizione se si è già giocato all’originale. Ed è proprio qui che emergono i principali difetti del porting. Per quanto DEAD OR ALIVE 6 Last Round rimanga divertente e tecnicamente più che valido, le migliorie introdotte sono davvero minime.
La situazione diventa ancora più discutibile parlando del comparto online. Nel 2026 l’assenza del crossplay rappresenta una scelta non facilissima da accettare. In un mercato dove praticamente tutti i principali picchiaduro permettono di affrontare giocatori provenienti da piattaforme differenti, limitare la base utenti rischia di danneggiare pesatamente la longevità del titolo. Ancora più problematica è la mancata introduzione del rollback netcode. Oggi questa tecnologia è diventata uno standard quasi obbligatorio per qualsiasi fighting game competitivo online. Continuare a fare affidamento su una struttura più tradizionale significa offrire un’esperienza multiplayer inevitabilmente di peggior qualità rispetto ai principali concorrenti moderni.
Anche alcune scelte legate alla migrazione dei contenuti lasciano qualche dubbio. DEAD OR ALIVE 6 Last Round viene trattato come un titolo a se stante, con la conseguenza che progressi, classifiche e alcuni contenuti specifici delle collaborazioni passate non sono trasferibili dal gioco originale. Una decisione che rischia di rendere scontenti soprattutto i fan storici più affezionati. La versione PC, inoltre, appare meno impressionante rispetto agli aggiornamenti ricevuti dalle controparti Console. Pur beneficiando dei miglioramenti all’illuminazione e alle animazioni, il salto qualitativo rimane più contenuto (anche l’originale poteva girare in 4K) e non troppo percepibile durante il normale svolgimento dei combattimenti.
Alla fine della fiera, DEAD OR ALIVE 6 Last Round rimane un prodotto facile da consigliare a chi non ha mai avuto modo di avvicinarsi alla serie. Il gameplay continua a essere davvero eccellente, il roster è ricco, i combattimenti restano spettacolari e la combinazione tra accessibilità e profondità funziona ancora magnificamente. Chi invece conosce già il titolo originale potrebbe guardare questa riedizione con maggiore scetticismo. Le novità sono poche, i miglioramenti tecnici limitati e alcune mancanze, soprattutto lato online, pesano più del dovuto. Non è la celebrazione definitiva che molti appassionati probabilmente speravano di vedere per il ritorno della serie.
Resta però un dato di fatto: anche dopo tutti questi anni, DEAD OR ALIVE 6 continua a essere uno dei migliori picchiaduro tridimensionali sul mercato. DEAD OR ALIVE 6 Last Round non rivoluziona nulla, non reinventa la ruota e non compie quel salto generazionale che avrebbe potuto renderlo davvero eccelso. Ma sotto la superficie di questa operazione un po’ conservativa si nasconde ancora un fighting game estremamente divertente, tecnico e capace di regalare ore di soddisfazione sia ai veterani che ai nuovi arrivati. Resta comunque un buon promemoria del motivo per cui DEAD OR ALIVE continua a occupare un posto importante nella storia dei picchiaduro 3D.
7.5
Voto CGC
Recensione DEAD OR ALIVE 6 Last Round
DEAD OR ALIVE 6 Last Round non rivoluziona nulla e non compie quel salto generazionale che avrebbe potuto renderlo eccelso, ma resta comunque uno dei fighting game 3D più importanti del medium.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.
Livello: Oro
Livello: Oro







