WWE 2K26, il nuovo capitolo annuale della serie di giochi dedicata al wrestling sviluppata da Visual Concepts e pubblicata da 2K, è disponibile dal 13 Marzo su PS5, Xbox Series, Switch 2 e PC (Steam). Un grande ringraziamento a 2K per il codice fornito per questa recensione!
Ci sono serie che vivono di rivoluzioni e altre che, anno dopo anno, scelgono una strada molto, molto più prudente, fatta di piccoli aggiustamenti graditi, rifiniture e piccoli passi in avanti verso la giusta direzione. WWE 2K26 appartiene senza senza ombra di dubbio a questa seconda categoria. Dopo un capitolo precedente che aveva già rimesso la serie sui binari giusti, questa nuova iterazione si presenta come un’evoluzione naturale, più grande, più rifinita e, soprattutto, più consapevole dei propri punti di forza. C’è da dire che difficilmente sorprenderà chi ha già passato decine di ore su WWE 2K25, ma che allo stesso tempo riesce a smussare diversi spigoli e a consolidare una formula che oggi appare finalmente solida.
La sensazione iniziale è decisamente chiara: WWE 2K26 è gigantesco. E ben presto quella stessa percezione diventa un dato concreto. Il roster supera le oltre 400 superstar, un numero impressionante che attraversa intere epoche del wrestling professionistico. Si passa senza soluzione di continuità dalle leggende dell’Attitude Era alle superstar attuali, fino ad arrivare anche a volti emergenti e, per la prima volta, anche atleti provenienti da federazioni esterne alla WWE. Questo allarga enormemente le possibilità, permettendo di costruire incontri che fino a qualche anno fa sarebbero stati semplicemente impensabili.
A tutta questa abbondanza si affianca una quantità di contenuti che rischia davvero di risultare opprimente. Le modalità disponibili sono tantissime e coprono praticamente ogni possibile declinazione del wrestling videoludico. Si parte dalle esibizioni classiche, che includono una lista sterminata di tipologie di match, dalle più tradizionali fino alle varianti più estreme. Le novità come Inferno Match, Dumpster Match, I Quit e Three Stages of Hell aggiungono ulteriore varietà al tutto, anche se non tutte convincono perfettamente. Proprio l’Inferno Match funziona bene sul piano delle meccaniche, ma dal punto di vista visivo le fiamme hanno qualcosa che non va, risultando piuttosto piatte. Il Dumpster Match, invece, è una semplice rivisitazione del Casket Match (quello con la bara).
Il cuore dell’esperienza resta comunque il gameplay sul ring, ed è qui che WWE 2K26 dimostra di aver fatto ancora passi avanti, pur senza stravolgere la base del predecessore. L’abbandono delle console old-gen ha permesso a Visual Concepts di lavorare con maggiore libertà su fisica e presentazione generale. I movimenti risultano più naturali, gli impatti più credibili e, in linea generale, l’azione riesce a trasmettere meglio il peso dei colpi, aspetto che un po’ mancava l’anno scorso. Anche la gestione della stamina è stata rivista, diventando un elemento molto più centrale: ogni azione consuma energia e costringe a ragionare di più su quando attaccare e quando prendere una pausa.
Resta però intatto in WWE 2K26 uno degli elementi più controversi della serie moderna, ovvero il sistema di inversioni. Il tempismo continua a essere fondamentale e premiare la pressione del tasto giusto al momento giusto è spesso la chiave per ribaltare completamente un incontro. È una meccanica che funziona, certo, ma che non sempre restituisce una sensazione equa, specialmente quando l’intelligenza artificiale riesce a fare più inversioni consecutive. Da un lato contribuisce a rendere i match più dinamici e spettacolari, dall’altro però può generare momenti di elevata frustrazione, soprattutto nelle fasi più concitate.
Proprio l’intelligenza artificiale rappresenta uno degli aspetti ancora non perfetti in WWE 2K26. Nei match con più partecipanti capita molto spesso che gli avversari prendano decisioni poco logiche o ignorino situazioni cruciali, come un tentativo di schienamento. Non è un problema perenne, ma quando salta fuori spezza quell’illusione di trovarsi di fronte a un vero incontro di wrestling, il che è un peccato.
Dove il gioco convince pienamente ed eccellentemente è nella presentazione. WWE 2K26 è senza dubbio il capitolo più bello da vedere della serie. Le entrate sono spettacolari, grazie a un sistema di illuminazione più avanzato e a una regia che richiama da vicino proprio quella televisiva. C’è anche una maggiore interattività: durante la camminata verso il ring è possibile attivare effetti pirotecnici, eseguire taunt o gestire l’inquadratura, piccoli dettagli che contribuiscono a rendere il tutto ancora più immersivo di quanto già non lo sia.
Anche il comparto audio fa un ottimo lavoro in tutto questo. Il commento è decisamente più vario e meno ripetitivo rispetto al passato, mentre il pubblico reagisce in maniera più credibile, con differenze percepibili tra arene più grandi e ambienti più piccoli. Gli effetti sonori degli impatti e delle mosse sono convincenti e contribuiscono a dare peso a ogni azione sul ring. Nei momenti dove tutto funziona correttamente al 100%, è talvolta difficile distinguere le differenze tra gioco e realtà, specialmente quando non siamo noi attivamente sul ring a combattere.
Sul fronte tecnico, però, non tutto è perfetto in WWE 2K26. I modelli dei wrestler alternano risultati eccellenti a rappresentazioni un po’ meno curate, soprattutto per quanto riguarda i personaggi secondari. Anche la fisica dei capelli continua a essere un aspetto che un po’ spezza l’illusione, oltre al fatto che qualche glitch visivo può ancora comparire durante gli incontri di tanto in tanto. Nulla di particolarmente grave, certo, ma sono dettagli che impediscono al gioco di raggiungere quella tanto ambita pulizia totale che sembrano star perseguendo con questi ultimi titoli.
Le modalità rappresentano un altro pilastro fondamentale dell’esperienza di WWE 2K26. MyRise torna con una struttura narrativa ramificata che offre una buona rigiocabilità anche per questa edizione, permettendo di esplorare percorsi diversi in base alle scelte effettuate come accadeva nel 2025. Showcase, dedicata questa volta interamente a CM Punk, è una delle modalità più riuscite del titolo, grazie alla capacità di ricostruire momenti iconici della carriera del wrestler attraverso obiettivi specifici da dover completare.
Universe Mode e MyGM, invece, restano anch’esse valide ma ben poco rinnovate pure loro. Offrono ancora un buon livello di profondità per chi ama gestire ogni aspetto possibile dello spettacolo del wrestling, ma le novità introdotte non sono tali da farle sembrare realmente evolutive rispetto al passato. È il classico caso di modalità che funzionano discretamente bene, ma che iniziano a dare l’impressione di essere ferme già da qualche anno.
Più controversa è invece ancora la presenza delle componenti legate alle microtransazioni. MyFaction continua a spingere verso il grinding o la spesa reale per costruire un roster competitivo, mentre il nuovo Ringside Pass introduce un sistema di battle pass che, pur offrendo contenuti anche gratuiti, non trova molto spazio in un titolo venduto a prezzo pieno. Anche The Island, che ritorna in questo WWE 2K26, resta un’esperienza “particolare”, anche stravagante aggiungerei, che viene migliorata sul piano tecnico ma ancora fortemente orientata a incentivare, anche in questo caso, acquisti aggiuntivi con soldi reali. Sono aspetti che difficilmente è facile buttare giù, non quando già si paga oltre 100€ per l’edizione più costosa del gioco.
Comunque, nonostante questi aspetti meno convincenti, la quantità di contenuti resta impressionante. Tra modalità offline, online, creazioni e community, WWE 2K26 è un gioco capace di intrattenere per centinaia di ore. La modalità di creazione è ancora una volta uno dei punti di forza dell’esperienza, permettendo di personalizzare praticamente ogni aspetto immaginabile, partendo dai wrestler alle arene, fino agli show completi. La community, poi, continua a svolgere un ruolo fondamentale nel mantenere il gioco vivo nel tempo, seppur è sempre da capire per quanto a lungo questo supporto vada avanti.
Alla fine dei conti, WWE 2K26 fa esattamente quello che ci si aspetta da un capitolo annuale ben riuscito. Non rivoluziona nulla, non stravolge niente, ma rifinisce quello che il gioco precedente aveva di spigoloso. Migliora dove serve, amplia l’offerta e consolida una base già solida. È un gioco che difficilmente farà cambiare idea a chi non ha apprezzato WWE 2K25, questo è sicuro, ma che rappresenta un acquisto sicuro per gli appassionati della serie.
Come già detto qualche paragrafo sopra, il prezzo decisamente elevato delle edizioni più complete e la presenza sempre più marcata delle microtransazioni possono far storcere il naso a molti giocatori, così come la mancanza di veri salti in avanti in alcune modalità storiche della serie. Ma se si guarda al pacchetto complessivo, è praticamente impossibile non saper riconoscere il valore di un titolo che oggi rappresenta una delle migliori interpretazioni videoludiche del wrestling professionistico.
In conclusione, WWE 2K26 è un capitolo che continua sulla buona strada iniziata dal predecessore, limando alcune imperfezioni e arricchendo ulteriormente un’offerta già enorme di partenza. Non è la rivoluzione che qualcuno potrebbe aspettarsi, ma è esattamente ciò che serve alla serie in questo momento: stabilità, qualità e una base solida su cui continuare a costruire il futuro della stessa. Se avete speso decine e decine di ore sul titolo dell’anno scorso, trovo difficile consigliare pienamente WWE 2K26, ma se vi state avvicinando per la prima volta (o tornando dopo anni di pausa), potrebbe essere il momento giusto per farlo.
8
Voto CGC
Recensione WWE 2K26
WWE 2K26 è un capitolo che continua sulla buona strada iniziata dal predecessore, limando alcune imperfezioni e arricchendo ulteriormente un’offerta già enorme di partenza.
La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.




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