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CGCReviews: Tides of Tomorrow

Un'esperimento intrigante.

Tides of Tomorrow

Tides of Tomorrow, il nuovo gioco d’avventura sviluppato da DigixArt e pubblicato da THQ Nordic, sarà disponibile dal 22 Aprile su PS5, Xbox Series e PC (Steam) con pieno supporto cross-play.

Ci sono giochi che provano a distinguersi con un’estetica particolare, altri che puntano tutto sulla narrativa e altri ancora che cercano la propria identità introducendo una meccanica inedita. Poi esistono casi ancora più rari e peculiari, come nel caso di Tides of Tomorrow, in cui tutte queste componenti si mescolano nello stesso progetto. L’ultima produzione di DigixArt, studio noto per Road 96 e Lost in Harmony, è un’avventura narrativa che osa davvero parecchio, costruendo un mondo post-apocalittico sommerso e affidando buona parte della sua unicità a un sistema multiplayer asincrono sorprendentemente intelligente. Non tutto funziona, e qualche difetto impedisce al gioco di toccare vette ancora più alte, ma siamo davanti a un titolo particolare, fresco e difficile da ignorare.

L’ambientazione è uno dei primi grandi punti di forza. Il mondo di Tides of Tomorrow sembra nato da una favola sci-fi coloratissima unito a un immaginario “plasticpunk” pieno di contrasti. Le terre emerse sono ormai quasi del tutto scomparse, inghiottite dall’acqua e da decenni di devastazione ambientale. Quel poco che resta dell’umanità sopravvive su strutture galleggianti, rovine riadattate, villaggi improvvisati e comunità sospese tra la disperazione e l’adattamento. A rendere tutto ancora più drammatico c’è la Plastemia, una malattia causata dalle microplastiche che trasforma lentamente gli esseri viventi in plastica (letteralmente), condannandoli quindi a una lenta agonia.

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Il giocatore veste i panni di un Tidewalker, un individuo speciale capace di connettersi alle tracce lasciate da altri simili e di osservare eventi passati attraverso particolari visioni. Quella di Tides of Tomorrow è una premessa narrativa piuttosto forte, perché unisce immediatamente il dramma personale (di fatto stai morendo e devi trovare una cura il prima possibile) a quello collettivo (forse c’è ancora speranza per il mondo e il genere umano). Ma, soprattutto, è una premessa che si lega in modo perfetto proprio alla meccanica centrale del gioco.

Il sistema Story-Link è infatti la vera colonna portante dell’esperienza di Tides of Tomorrow. All’inizio di una partita si sceglie qualcuno da seguire: un amico, uno sconosciuto, il proprio streamer preferito che porta il gioco, un seed condiviso online o, se proprio si vuole, un percorso offline preimpostato dal team di sviluppo. Da quel momento il mondo reagirà non solo alle vostre personali decisioni, ma anche a quelle del giocatore scelto e seguito. È esattamente qui che Tides of Tomorrow smette di essere “solo” una buona avventura narrativa e diventa qualcosa di molto più interessante e unico.

Le azioni compiute da chi vi ha preceduto modificano in modo concreto anche il vostro scenario. Una roccaforte saccheggiata di recente avrà guardie in allerta, un personaggio aiutato da un altro Tidewalker potrà mostrarsi più amichevole, una passerella distrutta cambierà i percorsi disponibili, oppure ancora una scala sbloccata potrebbe offrirvi una scorciatoia che altrimenti non esisterebbe come possibilità. Alcuni NPC ricordano addirittura ciò che il giocatore precedente ha fatto/detto, parlandone come se fosse una figura realmente esistita all’interno del mondo di gioco. È un’idea davvero brillante, perché trasforma il concetto di “salvataggio di qualcun altro” in una presenza narrativa viva.

La cosa più riuscita è che questo sistema di Tides of Tomorrow non appare mai forzato o puramente estetico. Funziona sul piano ludico, perché vi spinge a osservare, adattarvi e prendere decisioni sensate e informate, ma funziona anche sul piano tematico. In un gioco che parla di ambiente, sopravvivenza e responsabilità collettiva, l’idea di vivere dentro le conseguenze lasciate da qualcun altro è dannatamente azzeccata. Il messaggio è piuttosto chiaro: ogni scelta ha un impatto che ricade su chi arriva dopo di noi.

Le Maree del Tempo, una sorta di visione speciale attivabile durante l’esplorazione, rafforzano ulteriormente questo concetto. Usandole è possibile vedere esattamente cosa ha fatto il giocatore seguito: dove è andato, cosa ha raccolto e quali decisioni ha preso. Non si tratta solo di un aiuto pratico, però. Col tempo si crea quasi una sorta di legame invisibile con quella persona sconosciuta. Dopo un paio d’ore passate in Tides of Tomorrow a seguire le tracce di qualcuno chiamato “CiccioPasticcio52” (nome puramente casuale), si finisce davvero per assegnarli quasi una personalità, intuire il suo stile di gioco e persino anticiparne i possibili errori.

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È una forma di socialità che potremo dire praticamente mai vista nel medium. Nessuna chat, nessuna lobby e nessuna cooperativa diretta. Eppure, la presenza umana si sente eccome. La narrativa regge bene questo impianto. DigixArt conferma di saper scrivere mondi credibili e personaggi interessanti, pur senza reinventare il genere totalmente. Le varie fazioni che popolano l’oceano hanno identità riconoscibili, i dialoghi funzionano e il tono alterna bene leggerezza, mistero e riflessione. Alcuni personaggi secondari, grazie anche a un doppiaggio ricco di accenti regionali britannici, riescono a lasciare il segno più di quanto ci si aspetterebbe. C’è personalità, c’è umanità, e soprattutto c’è curiosità nel voler capire come questo universo sia arrivato al collasso.

Tides of Tomorrow propone anche un sistema di tratti morali che registra il vostro comportamento a ciò che accade a schermo. Agire con altruismo verso gli umani aumenta il lato Pro-Umanità, mentre aiutare la natura o le creature marine alimenta il profilo Pro-Natura. Pensare solo a salvarsi spinge verso il Sopravvissuto, lasciare risorse agli altri rafforza il tratto Cooperativo, oppure ancora seminare caos e sarcasmo fa crescere il lato Combinaguai. È una struttura molto meno rigida di un classico sistema buono/cattivo e al tempo stesso anche molto più interessante, perché descrive il giocatore attraverso sfumature differenti.

Questi tratti non servono solo come statistica, ma influenzano il modo in cui il mondo di Tides of Tomorrow vi percepisce e conducono verso uno dei cinque finali principali, ciascuno con ulteriori varianti disponibili. Il risultato è una rigiocabilità concreta e non artificiale, il che non è affatto scontato. Cambiare approccio, seguire un altro Story-Link o decidere di contrastare apertamente le scelte del giocatore precedente porta davvero a esperienze completamente differenti.

Sul piano del gameplay, Tides of Tomorrow è un’avventura in prima persona che alterna esplorazione, dialoghi, sezioni stealth e spostamenti in barca. È importante chiarire subito un punto: nonostante l’inquadratura possa far pensare a un open-world, la struttura è invece molto più lineare e guidata. Esistono deviazioni, certo, così come aree da osservare con attenzione e diversi modi di affrontare certe situazioni, ma non aspettatevi una libertà davvero totale.

L’esplorazione funziona bene soprattutto grazie alla curiosità che il mondo sa generare nel giocatore. Cercare contenitori di Ozen nascosti negli angoli più remoti, recuperare materiali utili o capire come un altro Tidewalker abbia modificato l’ambiente spinge a guardarsi intorno con molta attenzione. L’Ozen, farmaco che rallenta gli effetti della Plastemia, è una risorsa centrale all’interno dell’avventura: serve letteralmente a sopravvivere, ma può anche essere lasciato in eredità a chi verrà dopo se capiamo che la nostra storia si sta per concludere malamente. Ancora una volta, la meccanica incontra il tema principale in Tides of Tomorrow.

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Meno convincente è invece il sistema di movimento. È puramente funzionale, ma raramente dona un senso di vera libertà. I salti sono situazionali o limitati, molte superfici si attraversano solo da punti specifici e alcune animazioni risultano più rigide del previsto. Nulla che rompa il gioco, certo, ma in un mondo così affascinante viene spontaneo desiderare una maggiore fluidità generale. Le sezioni stealth, poi, sono “meh”. Nascondersi sotto tavoli, infilarsi negli armadietti e muoversi tra coperture ricorda chiaramente certi stealth classici, ma qui la cosa si ferma li. Le IA fanno il loro dovere, e le punizioni leggere (si viene riportati indietro di poco) abbassano la tensione. Funzionano come variazione del ritmo, meno come divertimento.

Molto più riuscite sono invece le parti in barca di Tides of Tomorrow. Navigare tra un livello e l’altro, con predoni che tentano di affondarvi mentre la colonna sonora prende ritmo con sonorità quasi industriali, dona un’energia diversa all’esperienza. La guida è reattiva, il senso di viaggio funziona e queste sequenze spezzano bene i momenti più riflessivi delle fasi narrative.

Anche artisticamente il gioco colpisce. L’universo post-apocalittico di Tides of Tomorrow evita i soliti toni grigi e depressi del genere per abbracciare invece colori vivi, forme esagerate e scenari che sembrano costruzioni giocattolo sopravvissute alla fine del mondo. È una scelta altamente vincente, perché rende il gioco immediatamente riconoscibile. La devastazione ambientale è presente, ma non schiaccia tutto sotto un filtro di grigiume costante. C’è ancora vita, creatività, e persino un pizzico di bellezza tra le rovine sommerse.

Il comparto audio accompagna inoltre egregiamente il tutto. Musiche dinamiche, effetti sonori credibili e un doppiaggio curato danno spessore al mondo di gioco quanto basta. Il cast vocale, in particolare, aggiunge identità ai personaggi e rafforza il senso di comunità sparse ma ancora più che vive.

Dove invece Tides of Tomorrow inciampa in modo più evidente è sul fronte tecnico, almeno su una piattaforma nello specifico. Su Xbox Series S la situazione è meno brillante di quanto ci si aspetterebbe rispetto a tante altre produzioni. La risoluzione appare decisamente bassa, con immagine spesso sgranata e un ghosting piuttosto marcato. Anche il framerate non mantiene la solidità desiderata, oscillando sotto i 60 FPS e scendendo in alcune situazioni poco sopra i 30. Non è qualcosa che distrugge totalmente l’esperienza, ma è un fattore da considerare seriamente in fase d’acquisto se si possiede solo questa Console.

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Continuando sui difetti, ci sono poi piccoli limiti di ritmo. Alcune sezioni intermedie si dilungano un po’ più del dovuto, certi dialoghi potevano essere più incisivi e non tutte le meccaniche introdotte vengono sfruttate con la stessa profondità. L’idea del gioco è talmente forte che, a tratti, si vorrebbe vedere ancora più coraggio nell’espanderla.

Ma anche con questi difetti, Tides of Tomorrow resta uno di quei progetti che vale la pena giocare. In un panorama spesso pieno di titoli fin troppo sicuri e formule ripetute, DigixArt ha scelto di proporre un’avventura narrativa che ragiona davvero sul concetto di connessione tra giocatori senza trasformarsi nell’ennesimo multiplayer competitivo o live service senza anima. Ha preso il tema ecologico e lo ha integrato nelle meccaniche invece di limitarsi a raccontarlo e basta. Ha costruito un mondo originale e gli ha dato una personalità precisa.

Alla fine della fiera, ciò che resta non è solo la qualità della scrittura o la bellezza dell’ambientazione, ma la sensazione di aver condiviso un viaggio con persone che non avete mai incontrato (e probabilmente non incontrerete mai), di aver trovato risorse lasciate da qualcuno, aver evitato un errore grazie a una visione del passato e aver aperto una strada per chi arriverà dopo di voi. Ed è una sensazione rara nel panorama videoludico.

In conclusione, Tides of Tomorrow è un titolo d’avventura abbastanza unico e innovativo, con qualche difetto qua e la che ne limita il potenziale massimo, ma con abbastanza idee e personalità da meritare attenzione. Non sarà perfetto in ogni singolo aspetto, ma è uno di quei giochi che ricordano quanto il medium possa ancora sorprendere quando osa davvero. E fa davvero piacere veder tornare sempre più titoli innovativi e sperimentali negli ultimi tempi, un qualcosa che si era un po’ perso negli anni passati.


8

Voto CGC

Recensione Tides of Tomorrow

Tides of Tomorrow è un titolo d’avventura abbastanza unico e innovativo, con qualche difetto qua e la che ne limita il potenziale massimo, ma con abbastanza idee e personalità da meritare attenzione.

La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Davide Fanelli

Nato nel 1996 ho iniziato a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la mia passione per i videogiochi che permane ancora tutt'ora.

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