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CGCReviews: V Rising

Survival, vampiri e costruzioni... che altro vuoi?

V Rising

V Rising, sviluppato e pubblicato da Stunlock Studios, è ora uscito ufficialmente dall’Accesso Anticipato ed è disponibile su PC (Steam), con una versione PS5 presto in arrivo.

V Rising è un titolo interessante che mischia meccaniche da hack n’ slash ad una struttura Survival PvP/PvE che ci porta al potenziarci attraverso l’equipaggiamento per affrontare Boss o altri giocatori. Ma partiamo con ordine: Dracula è morto. Sconfitto dalla chiesa, nei suoi ultimi istanti, un’esplosione di energia oscura fuoriuscita dal suo stesso corpo dopo la sua morte invade e corrompe il mondo. La razza dei vampiri viene cacciata, quasi fino all’estinzione, dai soldati della chiesa e, con questo inizio molto classico che ricorda Castelvania, noi siamo il vampiro che si sveglia dal suo sonno in un cimitero, ed è da li che la nostra marcia implacabile per ridare vita alla stirpe dei vampiri avrà inizio.

Una volta svegli, V Rising ci guiderà passo passo attraverso un tutorial iniziale completissimo, che si legherà perfettamente con la trama di gioco spiegandoci ogni cosa, dal semplice attaccare, alla più complessa costruzione di un’immensa fortezza. Infatti, una volta usciti dal cimitero, ci troveremo davanti ad una mappa abbastanza estesa e piena di minacce pronte a porre fine alla nostra vita immortale. Nei primi minuti il gioco ci insegna come craftare armi ed armature rudimentali per difenderci da scheletri, lupi e abomini di ossa e rocce. Ora siamo armati, però, che cos’è un vampire lord senza il proprio castello?

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Il gioco, quindi, ci dirà di creare un Cuore del Castello che funzionerà da claim per la nostra zona. Nella mappa sono sparse ovunque delle aree bianche che funzionano come lotti di terra conquistabili; Una volta scelta la zona a noi più affine e piazzato il precedentemente citato Cuore del Castello, V Rising ci butta nel suo sistema di building alquanto gradevole. Si entra in questa modalità premendo il tasto dedicato, ed è immediata da capire e velocissima da utilizzare, anche se inizieremmo con palizzate di legno che non ci difenderanno dai raggi del sole. Ci vorrà pochissimo tempo per avere un maniero in stile gotico estremante piacevole da vedere e completamente arredabile con mille decorazioni.

Nella nostro castello, però, avremo bisogno di molte cose per far funzionare il tutto, quindi si torna al Cuore del Castello: esso dovrà avere essenza di sangue in abbondanza per rimanere attivo, dato che senza quest ultimo il castello inizierà a perdere durabilità e distruggersi. Ma non preoccupatevi, dato che ogni nemico sconfitto dropperà l’essenza, oppure, con un pressa per sangue è possibile schiacciare i cuori ottenuti dai nemici per ricavarla alternativamente. Le cose da costruire sono molte, da segherie a macinatori, fino a incudini leggendarie e postazioni di gioielleria che, se messe in una stanza dedicata a loro, daranno buff su velocità e costi di produzione. Quindi, è bene progettare correttamente il castello.

I materiali di raccolgono con uno strumento apposito. Ogni arma dona inoltre un bonus alla raccolta. Come per ogni survival, le risorse si possono trovare ovunque e alcune specifiche sono posizionate in differenti biomi, cosa che ci porterà a viaggiare in lungo e in largo per raccogliere varie materie prime. Menziono anche rapidamente i teletrasporti sparsi per tutta la mappa (e anche craftabile nella propria dimora), che però spesso si rivela estremamente inutile, visto che se avete materiali con voi non potrete utilizzarli. Quindi, armatevi di pazienza, perché la strada e lunga.

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Si parte poi per la caccia del Sangue V posseduto dai boss: un sangue speciale che ci darà accesso a poteri, tecnologie e nuovi arredi. Una volta sconfitto basterà assorbire il suo sangue ed il gioco è fatto. Le bossfight sono molte e variegate, con difficoltà crescente a seconda dei nostri progressi con l’equipaggiamento, che simboleggerà il nostro livello di forza. Esatto: non si livella combattendo, ma migliorando il nostro equipaggiamento. Quindi, uccidere i boss è essenziale per progredire, ma soprattutto perché V Rising non fa saltare step; I boss più avanzati sono dotati di un teschio sulla barra della vita, sinonimo di oneshot se si prova ad affrontarli. È quindi necessario seguire la “strada” prefissata.

Alcuni boss mi hanno divertito, mentre altri sono solo stati frustranti. Ho giocato V Rising in solitaria, quindi capisco che alcuni siano ragionati su una base più multiplayer… ma essere perma-congelato, stunnato, paralizzato e circondato da mille minion, non è stato poi così gradevole, anche se ero al livello consigliato o persino superiore. V Rising cerca sempre di ricordarci che siamo vampiri, infatti ogni nemico possiede un gruppo sanguigno specifico (bestia, bruto, ecc…) e, se portati in fin di vita, ci daranno il permesso di assorbire il loro sangue che ricaricherà la nostra barra del sangue (migliore la qualità, più bonus si otterranno). Essendo necessario ottenere sangue per sopravvivere, non è detto che otterremo sempre la miglior qualità.

Ma non preoccupatevi, dato che avanzando in V Rising potremo poi catturare gli umani con le percentuali più alte, tramite i nostri poteri, e tenerli in appositi “Bed and Breakfast” nei nostri sotterranei. Le nostre abilità non sono solo questo: infatti, sono principalmente di tipologia mutaforma, potendo trasformarci in lupi, orsi, umani camuffati (per aggirarci nei loro distretti senza destare sospetti), dominare le menti e chiamare il nostro destriero per spostarci rapidamente. Oltre a questi abbiamo anche poteri offensivi divisi in gruppi: Sangue, Caos, Empio, Spirito, Ghiaccio e Tempesta. Con i punti acquisiti sconfiggendo i boss possiamo aggiungere fino a quattro poteri: due offensivi, l’ultimate e una schivata, tutti potenziabili con gemme craftabili o bonus passivi.

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Passando alle armi, queste sono molto varie e spaziano da semplici spade, fino a balestre e pistole, ognuna con due skill attive. Esistono anche delle armi leggendari in end-game. L’inventario è limitato, ma espandibile grazie a zainetti che ampliano lo spazio. Possiamo ovviamente equipaggiare un’armatura e un gioiello, che aumenterà il nostro potere complessivo. L’esplorazione all’aperto, però, ha un bel cavillo; Il ciclo giorno/notte non è un semplice dettaglio estetico, dato che la luce del sole ucciderà in pochi secondi. Di giorno possiamo quindi rimanere nel castello o viaggiare ombra per ombra, con un sistema di ombre in tempo reale perfetto al pixel che ci donerà un possibile rifugio dal sole per non morire.

Il combat system di V Rising, come già accennato inizialmente, è impostato come action hack ‘n slash dalla difficoltà punitiva, dove ogni errore vine pagato a caro prezzo con un rapido Game Over. La parata, inoltre, è disponibile solamente se abbiamo l’abilita sbloccata. Come detto per alcuni boss, i combattimenti di V Rising sono talvolta sleali in alcuni frangenti e possono portare a frustrazione. Consiglio vivamente di giocare in co-op, visto l’enorme sbilanciamento di alcuni nemici se affrontati singolarmente faccia a faccia. V Rising possiede anche una meccanica di “minion”, ma questi potranno solamente difendere il nostro castello o uscire a raccogliere materiali, un’occasione un po’ sprecata.

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V Rising offre anche un endgame che consiste in Raid a tempo che spawnano in punti specifici della mappa e che ricompensano il giocatore con armi uniche e materiali avanzati. Ma il fulcro della fase endgame è l’anima PvP del titolo: gli ultimi boss doneranno un ciondolo unico, davvero unico che ne può esistere uno solo, che dona enormi bonus passivi e che porterà i giocatori PvP a competere per ottenerli, grazie alla possibilità di conquistare il castello nemico tramite delle chiavi.

Parlando proprio della modalità multigiocatore e dei server, ho notato un po’ poca intuitività per un utente che si unisce ad un server. Questo è completamente personalizzabile, da teletrasporto, oggetti vietati, fino ad accorciare il ciclo giorno/notte, disabilitare il PvP e rendere le anime uniche non uniche, cosa che rende l’esperienza di gioco sempre su misura per ogni giocatore. Si possono ospitare fino a 60 giocatori e c’è la possibilità di creare casate con amici e sconosciuti, creando guerre tra fazioni per conquistare le anime dei boss finali.

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La veste grafica è davvero gradevole, con ambientazioni che regalano anche scorci visivi emozionanti. Non ho riscontrato bug nelle mie ore di gioco ne glitch vari, inoltre. V Rising, sotto questo punto di vista, è molto pulito e piacevole. Tra i maggiori difetti, la telecamera in isometrica rischia ogni tanto di farti prendere dei colpi da fuori dello schermo e la natura PvP ogni tanto viene marcata troppo, lasciando il PvE un pochino in secondo piano verso le ultime battute.

In sintesi, V Rising è un gioco geniale che mischia survival ed hack ‘n slash con la possibilità di fare sia PvE che PvP a seconda della scelta utente. Purtroppo, il viaggio in solitaria risulta stressante e consiglio di condividere l’esperienza con uno o più amici, visto che ogni battaglia è maggiormente ragionata per più persone, con attacchi ad area capaci di prendere tutta l’arena. Comunque, il gioco è davvero valido e consigliato sicuramente, dato che regalerà momenti estremamente divertenti con amici o senza.


7.5

Voto CGC

Recensione V Rising

V Rising è un titolo che mescola molto bene il genere survival e hack ‘n slash, con meccaniche PvE e PvP, ma che risulta maggiormente bilanciato in multigiocatore piuttosto che in solitaria.

La recensione è stata eseguita tramite Codice Review fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Alessandro Zingariello

Nato nel 1996, coltivo la mia passione fin dai 4 anni. Ho cominciato a giocare con mio padre a Space Invaders su PlayStation e lì è nato il mio amore per i videogiochi.

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