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Guilty Gear -STRIVE-, un salto di qualità con la versione 2.00 e il Season Pass 5

Tante novità e contenuti.

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Guilty Gear -STRIVE-, il titolo picchiaduro sviluppato e pubblicato da Arc System Works su PS5, PS4, Xbox Series, Switch e PC (Steam), dal 9 Aprile ha visto l’arrivo della nuova versione 2.00 e, in contemporanea, il Season Pass 5 a pagamento, e ho avuto l’opportunità di poterlo testare con mano per parlarvene.

Ci sono giochi che ti entrano in testa piano piano, e poi ci sono quelli che ti tirano un diretto in faccia già dal primo round, letteralmente parlando. Guilty Gear -STRIVE- appartiene senza ombra di dubbio a questa seconda categoria. Non sarà “il migliore in assoluto” per chiunque (e nemmeno per me stesso in realtà), ma è uno di quei titoli che, una volta compresi, diventano difficili da abbandonare. Ero decisamente scettico, specialmente considerato il fatto che non adoro particolarmente i picchiaduro 2D, ma ho voluto comunque mettermi sotto per provarlo con mano. D’altronde, si parla di un picchiaduro che trasuda qualità da ogni poro e che ha scalato facilmente le classifiche del genere.

Partiamo subito dall’impatto visivo, perché è la prima cosa che salta all’occhio. Guilty Gear -STRIVE- è semplicemente spettacolare. Non è solo bello, è uno di quei giochi che ti fanno fermare a guardare anche quando non stai giocando, davvero. Le animazioni sono fluidissime, dettagliate, trasudano personalità, e ogni colpo sembra avere un peso reale. È come guardare un anime di altissimo livello, ma con il vantaggio di avere il controllo totale del personaggio a schermo. Il paragone con produzioni animate non è infatti casuale: qui ogni combattimento è una coreografia studiata, un mix di effetti, colori e impatto visivo che raramente si vede nel genere.

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Eppure, nonostante questo primo colpo d’occhio devastante, Guilty Gear -STRIVE- non è solo estetica. Sotto la superficie c’è un sistema di combattimento sorprendentemente accessibile, almeno all’inizio e a rank bassi. I comandi base sono intuitivi, con una struttura che richiama i grandi capostipiti del genere, ma è nel dettaglio che il gioco cambia veramente faccia. Ogni attacco, ogni parata, ogni movimento ha un peso specifico. Non si tratta di premere tasti a casaccio sperando che qualcosa succeda. Qui il tempismo è tutto.

Le parate, per esempio, non sono solo una difesa passiva, ma diventano un’arma vera e propria durante gli scontri. Una buona difesa può ribaltare completamente il ritmo di uno scontro. E poi ci sono le combo, che non puntano tanto sulla complessità estrema quanto sulla capacità del giocatore di adattarsi. Non devi imparare sequenze infinite di pulsanti, devi capire quando colpire, come reagire e soprattutto come leggere l’avversario.

Ed è proprio qui che Guilty Gear -STRIVE- tira fuori il meglio di se. Più ci giochi, più capisci che non è il classico picchiaduro da qualche partita veloce e via. Diventa quasi un investimento. Richiede tempo, dedizione, e soprattutto anche un po’ di pazienza. Ma quando inizi a padroneggiare davvero uno o più personaggi, quando le mosse iniziano a uscire in modo naturale, allora scatta qualcosa di incredibile. Quel momento in cui smetti di pensare ai comandi e inizi semplicemente a giocare per puro godimento.

Il roster dei personaggi contribuisce tantissimo a questa sensazione. Ognuno ha una personalità fortissima, sia visivamente che nel gameplay. Non esistono due combattenti uguali, e trovare quello giusto è parte integrante dell’esperienza. C’è chi preferisce la velocità e l’aggressività, chi punta sulla distanza, chi invece sceglie approcci più tecnici e ragionati. Troviamo personaggi come Jam Kuradoberi, introdotta proprio con la Stagione 5, che rappresenta velocità, pressione continua, attacchi rapidi e imprevedibili.

E parlando proprio di novità, l’arrivo di nuovi contenuti con la versione 2.00 e il Season Pass 5 aggiunge ulteriore profondità a Guilty Gear -STRIVE-. Non si tratta solo di nuovi personaggi (in realtà al momento solo Jam è disponibile con altri in arrivo), ma anche di modifiche al bilanciamento, nuove opzioni estetiche e miglioramenti generali che rendono l’esperienza più completa che mai. Le nuove arene, le skin per l’interfaccia e le aggiunte alla modalità classificata dimostrano una volontà chiara di mantenere il gioco vivo e competitivo ancora a lungo.

A proposito di modalità, Guilty Gear -STRIVE- offre una buona scelta di opzioni. Il multiplayer online è senza dubbio il cuore dell’esperienza, ed è qui che il gioco da il massimo. Le classifiche, i ranghi e le sfide continue tengono alta la tensione e spingono a migliorarsi sempre di più. Ma non manca neanche una componente più narrativa, con una modalità storia presentata come una vera e propria serie anime. Una scelta sicuramente intelligente, perché separa completamente la narrazione dal gameplay, evitando di spezzare il ritmo delle partite inutilmente.

Certo, devo dire che la trama in se non è il motivo principale per cui ci si avvicina a Guilty Gear -STRIVE-. È complessa, piena di personaggi e riferimenti, e spesso passa in secondo piano rispetto all’azione. Ma per chi vuole approfondire, c’è abbastanza materiale da creare un legame più forte con l’universo di gioco e i suoi personaggi.

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Non è tutto perfetto, ovviamente. Alcuni aspetti possono risultare ostici, soprattutto per chi non ha familiarità con il genere. La curva di apprendimento, per quanto più accessibile rispetto al passato soprattutto con questi nuovi aggiornamenti, resta comunque alquanto impegnativa. Inoltre, alcune scelte di design, come testi poco leggibili o interfacce non sempre chiarissime, possono creare qualche confusione iniziale. Ma sono dettagli che, con il tempo, riescono a passare in secondo piano perché, alla fine, quello che conta davvero è come ci si sente mentre si gioca. E Guilty Gear -STRIVE- riesce a trasmettere quella sensazione di controllo, di crescita e di soddisfazione che pochi altri titoli picchiaduro riescono a offrire veramente.

È un gioco che chiede tanto, ma sa restituire altrettanto. Non è per tutti, questo è più che certo. Ma per chi è disposto a dedicargli tempo e attenzione, diventa qualcosa di più di un semplice picchiaduro. Diventa un’esperienza, o quasi una disciplina addirittura. E forse è proprio questo il suo punto di forza più grande. Non cerca di piacere a tutti i costi ad ogni tipo di giocatore, non semplifica eccessivamente e non si snatura. Rimane fedele a se stesso, offrendo un mix di tecnica, stile e profondità che lo rende unico nel panorama attuale.

Guilty Gear -STRIVE- non è solo un gioco da giocare. È un gioco da imparare, da vivere, da affrontare round dopo round. E quando finalmente entri nel suo ritmo, quando inizi a capire davvero cosa sta succedendo sullo schermo, allora si che diventa piuttosto difficile smettere. Se siete rimasti in dubbio fino ad oggi sulla sua qualità, con l’arrivo della 2.00 e del nuovo Season Pass 5, posso assicurarvi che risulta il momento migliore per buttarcisi dentro.

Se avessi avuto molto più tempo (e parlo di decine se non centinaia di ore), mi sarebbe sicuramente piaciuto dare una vera valutazione al prodotto, ma quello che posso dirvi ora è che tutte le nuove aggiunte e i nuovi personaggi introdotti sono più che validi e qualitativamente sulla stessa linea.


L’articolo è stato prodotto tramite Codice fornito dal Publisher/Sviluppatore/Agenzia PR/Distributore.

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Livello: Oro

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Davide Fanelli

Nato nel 1996 ho iniziato a giocare già dalla tenera età di 2 anni con un GameBoy e Tetris. Alla vista della PlayStation cominciò a nascere la mia passione per i videogiochi che permane ancora tutt'ora.

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